Adolescenti e sport: c'è chi ha la passione per il free style

E se faccio un corso di free style?

Adolescenti e sport. E se faccio un corso di free style? mi chiede mio figlio che per ora è più impegnato a modellare il ciuffo dei capelli che la tartaruga addominale, non gioca in partite di calcio e pallavolo, ma in compenso ha una passione per le attività sportive poco praticate.

Eccoci in un posto bellissimo, grandissimo e affollatissimo, una palestra dove ragazzi e  tanti bambini si esercitano: parkour, free running, ginnastica acrobatica, pole dance, calisthenics, agility e free style, appunto. Alla lezione di prova, lui si lancia felice. E dopo più di un’ora di salti e avvitamenti su enormi tappeti elastici decide sicuro: sì il free style fa per me. 

 

Adolescenti e sport

Se c’è una cosa a cui gli adolescenti non dovrebbero rinunciare è lo sport. Perché li aiuta a creare legami di amicizia, a stare in gruppo, a migliorare la stima di sé, acquistare più sicurezza, controllare anche ansia e stress.

Eppure l’Organizzazione mondiale della sanità dice che gli adolescenti fra gli undici e diciassette anni fanno poca attività fisica mentre la Società italiana di pediatria  sottolinea che il quaranta per cento dei ragazzi italiani non pratica alcuno sport oltre alle ore di ginnastica a scuola.

 

Per molti ragazzi, vita sedentaria

Per molti adolescenti, quindi, le giornate sono fatte di vita sedentaria, tornei di videogiochi, di occhi attaccati allo smartphone, ai social network,  ai video su you tube.

Ci sono anche molti ragazzi che abbandonano lo sport: il fenomeno viene chiamato drop out e fra gli adolescenti  registra numeri alti. Le ragioni?  Aspettative troppo alte di ragazzi e genitori, gli impegni nello studio e il desiderio di passare più tempo in compagnia degli amici.

 

Arti marziali e danza

Mio figlio sinora non si è mai cimentato negli sport di squadra. Crescendo ha cambiato spesso, scegliendo sempre attività poco diffuse in cui, però,  si sentiva a suo agio. A cinque anni è stato folgorato dal Kwuan Ki Do, un’arte marziale di origine vietnamita che insegna a difendersi con mosse secche e sicure di mani e piedi.

C’è stato un passaggio in una squadra di pallacanestro senza il colpo di fulmine. Un amore per la scherma mai cominciato  e un corso di spada laser,  seguito con entusiasmo. Coreografie e acrobazie pensando a Star Wars, spade luminose alla mano costruite su misura dal maestro per ogni piccolo allievo jedi .

Mia figlia invece a sei anni ha deciso che voleva fare danza classica. Ha scelto la maestra e le compagne e, da allora, frequenta la stessa scuola. Non dice che vuole diventare una ballerina, ma sembra così serena e soddisfatta che non mi è passato per la mente di proporle anche un’altra attività.

 

Opportunità di sperimentare

Non ho mai trovato l’incastro magico e favoloso di accompagnare i miei figli gemelli nella stessa palestra – a parte un anno vissuto nei climi tropicali di una piscina – però sono convinta che loro e tutti, bambini e adolescenti, debbano provare sino a trovare lo sport giusto, alchimia di emozioni e movimento, che li faccia sentire bene.

Capita spesso che  i ragazzi si iscrivano a un corso in palestra e, prima ancora di terminarlo, vogliano già cominciarne uno nuovo. Questi cambi, come mi ha detto la coach Anna Vinci,  sembrano capricci o indecisione, ma in realtà sono tentativi per mettersi alla prova, ricercare e allenare la felicità.

 

Un momento di crescita e svago

C’è poi un altro aspetto che è stato ben chiarito dalla Società italiana di pediatria.  I ragazzi devono essere avvicinati allo sport con più libertà e spensieratezza. L’agonismo esasperato, le aspettative e le pressioni eccessive  rischiano di allontanare gli adolescenti dallo sport.

Occorre invece valorizzare l’attività fisica non strutturata e lo sport non agonistico. Spingere i ragazzi a porsi  obiettivi in sintonia con il loro modo di essere e le loro predisposizioni.  I genitori, consigliano gli esperti, dovrebbero considerare lo sport come un momento di crescita dei figli, di svago e di benessere. Ore da vivere con impegno e anche leggerezza.

 

Salti in libertà

E allora, piccolo uomo, adolescente con gli occhi limpidi e lo sguardo acceso, ben vengano il free style, i tuoi salti verso l’alto che ti fanno sentire libero. Ben venga questa ginnastica che il primo giorno ti ha fatto stancare, cadere, fermarti stremato e poi rialzarti orgoglioso e dire ora ricomincio. Ben vengano i nuovi compagni di corso, le tute sbrindellate,  le calze antiscivolo, le strette di mano  fra voi  per aiutarvi a tornare in piedi.

E pensando agli adolescenti e allo sport mi risuonano le parole della canzone La leva calcistica del 68 di Francesco De Gregori:

Nino non aver paura di sbagliare un calcio di rigore

non è mica da questi particolari

che si giudica un giocatore 

un giocatore lo vedi dal coraggio

dall’altruismo e dalla fantasia. 

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Blogger, giornalista, mamma di due gemelli preadolescenti. Vedodoppio parla di loro, un po’ di me, dello sguardo sulla vita vista con quattro occhi. Uno spazio dove nascono storie che vogliono diventare esperienze da condividere.

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15 Comments
  • sheila

    11 ottobre 2018 at 14:19 Rispondi

    mia figlia 18 enne e molto sorniona oltre al nuoto non ha mai praticato sport tra mancanza mio di tempo e voglia sua.. due anni fa ha fatto il corso di bagnino di salvataggio e quest’anno ha lavorato tutta l’estate come bagnina. Abbiamo impiegato il suo tempo libero con questo corso di formazione professionale perché non era portata per altri tipi di sport. Pensare a sport pericolosi anche no. Ma per un maschio sicuramente è diverso…

    • Roberta Chessa

      12 ottobre 2018 at 11:50 Rispondi

      In realtà, il free style che ho raccontato non è pericoloso. Ci sono tante bambine e bambini e la palestra è piena di materassi di gomma e tappeti elastici.
      L’attività si svolge in sicurezza.

  • deborah

    11 ottobre 2018 at 14:20 Rispondi

    Concordo con te tutti i bambini sia piccoli che grandi devono fare sport, non solo aiuta a rafforzare il carattere, ma li aiuta ad affrontare anche il rapportarsi con gli altri.

    • Roberta Chessa

      12 ottobre 2018 at 11:48 Rispondi

      È vero, lo sport insegna anche a gestire le relazioni con gli altri. Quando poi si associa al divertimento è un’esperienza bellissima. Da provare.

  • coolclosets

    11 ottobre 2018 at 19:03 Rispondi

    davvero molto affascinante
    wow

    • Roberta Chessa

      12 ottobre 2018 at 11:43 Rispondi

      A vederlo sembra molto divertente. Poi i ragazzi fanno tutto in sicurezza: ci sono materassoni e tappeti elastici dappertutto.

    • Roberta Chessa

      15 ottobre 2018 at 14:49 Rispondi

      Molto divertente e praticato in sicurezza.

  • barbara togni

    12 ottobre 2018 at 10:23 Rispondi

    lo sport è un toccasana per i ragazzi, ma devono essere loro a scegliere l’attività che più gli piace. se dev’essere un’imposizione diventa fonte di frustrazione.

    • Roberta Chessa

      12 ottobre 2018 at 11:42 Rispondi

      Sono d’accordo con te. Capita anche che le insistenze dei genitori abbiano l’effetto contrario.

  • Greta

    12 ottobre 2018 at 18:07 Rispondi

    Hai proprio ragione. Lo sport è molto importante soprattutto per gli adolescenti. Ma la cosa più importante è quella di far scegliere lo sport che vogliono praticare e mai imporre le nostre idee….

    • Roberta Chessa

      15 ottobre 2018 at 9:41 Rispondi

      Cara Greta, è vero. Quando i ragazzi scelgono liberamente sono più felici e soprattutto motivati. E affrontano anche i piccoli sacrifici che lo sport richiede.

  • Tessy

    12 ottobre 2018 at 19:08 Rispondi

    Questo è decisamente un argomento controverso. Noi non siamo grandi sportivi, non amiamo molto praticarlo. Forse è anche questione di abitudine

    • Roberta Chessa

      15 ottobre 2018 at 9:43 Rispondi

      Cara Tessy, certo è anche una questione di abitudine. Si può poi provare per gradi una qualche attività: la scelta è molto ampia e magari si trova qualcosa che piace.

  • Federica

    14 ottobre 2018 at 22:56 Rispondi

    Un post che ho letto davvero con molto interesse.
    Condivido in pieno ogni tua parola.
    Sul fatto del perché i bambini – almeno in Italia – abbandonino lo sport, credo sia da ricercare nella mancanza di tempo e nella vita frenetica che purtroppo noi adulti stiamo loro trasmettendo.
    Questo è un peccato, perché stiamo perdendo la misura giusta delle cose.
    Grazie per questa riflessione.

    • Roberta Chessa

      15 ottobre 2018 at 9:48 Rispondi

      Grazie a te, Federica. Condivido, anche la nostra vita frenetica e la mancanza di tempo spesso allontanano i ragazza dallo sport. Certe volte anche la distanza da casa di palestre e campi sportivi può condizionare la scelta. Però si può provare a incoraggiarli a fare movimento e vita all’aria aperta. Un’occasione si trova sempre.

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