Gemelli monocoriali biamniotici

Una placenta per due

Gemelli monocoriali biamniotici. Per una mamma che ha sentito nella pancia cuori e calci di due bimbi sono parole conosciute. Intanto, ci si sente un po’ speciali a custodire dentro di sé questa magia. Poi, si cominicia ad allenare qualche superpotere necessario per accudirli. Quindi, ci si informa per sapere il più possibile su questo mondo dei gemelli, affascinante e anche misterioso.

E si impara che le gravidanze gemellari sono molto diverse fra loro. I bimbi possono essere identici oppure no, crescere in una placenta e in un sacco amniotico per ciascuno, ritrovarsi nella stessa placenta e in due sacchi amniotici separati. Più di rado, nella stessa placenta e nello stesso sacco amniotico.

 

Gemelli monocoriali biamniotici

Dietro tutte le variabili imprevedibili, ci sono la vita (le vite) che batte il suo ritmo, una mamma stretta fra emozioni, dubbi, controlli medici. E  storie che hanno tanto da raccontare. Perché, da quando sono nati i miei di gemelli, sono convinta di quanto sia importante condividere le esperienze, ascoltare consigli, risposte rassicuranti, prepararsi all’ arrivo di questa bella tempesta , ascoltare emozioni vissute che trasmettono energia e vitalità.

 

Prima un bimbo poi la gravidanza gemellare

Come quelle di Lavinia, splendidi occhi azzurri e un sorriso che ti accoglie. Lei è mamma di tre maschi. I due più piccoli, omozigoti e quindi identici, sono  gemelli monocoriali e biamniotici. Ovvero, hanno passato tutta la gravidanza nella stessa placenta, se pure in due sacchi amniotici separati.

 

Ma partiamo dal principio. Da quando, dopo un bimbetto di  appena di ventiquattro mesi, Lavinia ha ricevuto la notizia: sono due . “Fin da bambina pensavo che avrei avuto figli gemelli: nella mia famiglia ci sono state altre gravidanze gemellari e pure mio nonno aveva una sorella gemella. Quando ero in attesa del  primo figlio mi sono quasi stupita che non fossero due”.

 

Un arrivo atteso

E nel momento in cui i gemelli sono arrivati per davvero? “L’ho saputo presto perché ho fatto un’ecografia alla sesta settimana: nel monitor del medico si sono visti nitidi i due embrioni e i due minuscoli cuori che pulsavano. Ero già preparata a tenere fra le braccia due bambini e ho pensato: ecco, ci siamo. Chi, invece, non era proprio pronto era mio marito che ha accolto la notizia con molta sorpresa: è uscito dall’ambulatorio del medico lasciando la porta spalancata”.

 

Le parole del fratellino più grande

Il fratellino più grande è stato preparato per bene all’arrivo dei gemelli. “Aveva appena due anni, ma gli abbiamo spiegato che sarebbero nati due piccoli. Ha accolto la notizia con gioia tanto che quando vedeva una mamma con la pancia chiedeva sempre chi c’è qui dentro? E, una volta che si sentiva rispondere c’è un bimbo o una bimba,  lui, tenerissimo, commentava perplesso:  davvero solo uno? “. 

 

La scoperta della sindrome TTTS

Lavinia rivive la sua esperienza con serenità e allegria, ma la gravidanza ha avuto momenti complicati e di sconforto. Sino al terzo mese è andato tutto bene. Poi,  durante una visita di controllo, la scoperta: i gemelli monocoriali biamniotici che condividevano la stessa placenta soffrivano della sindrome da trasfusione feto fetale (TTTS : twin to twin trasfusion syndrome).  In pratica, normalmente placenta e bambini si trovano in una situazione di equilibrio. In alcuni casi, però, il rapporto fra la placenta unica dei gemelli e i bambini si sbilancia e determina un passaggio non corretto del sangue da un gemello, chiamato donatore,  all’altro, chiamato ricevente.

 

Timore e fiducia

Una condizione che può mettere in pericolo la vita dei bambini. Il donatore può non crescere bene e il ricevente avere problemi per l’eccessivo apporto di sangue. “In un ospedale mi avevano detto senza troppa esitazione che con due gemelli monocoriali biamniotici e la sindrome TTTS i bambini erano a rischio sopravvivenza“, ricorda  Lavinia.

“Otto ore di pianti e disperazione finiti con la decisione rivolgermi a un altro medico. Uno specialista dell’ospedale Buzzi di Milano che mi ha confortata dicendomi che la gravidanza poteva andare avanti. Ho riposto fiducia in lui e me la ha restituita. Ci sono volute una ecografia al giorno e un monitoraggio attento per controllare  il liquido amniotico e la crescita dei bambini.  A trentaquattro settimane con un taglio cesareo sono nati i gemelli.  Due chili e settecento grammi l’uno, due chili e seicento l’altro. E non c’è stato alcun bisogno di un passaggio nell’incubatrice”.

 

Qualche aiuto e tanta organizzazione

Con tre bambini piccoli in casa occorre tanta organizzazione. “All’inizio ho avuto una tata, ma ho impostato la vita di tutti i giorni e il lavoro in modo da essere sempre disponibile per il figli nel pomeriggio. Non ho allattato i gemelli, ma sono riuscita a insegnargli molto presto a tenere il biberon per farli mangiare da soli. Per fortuna, come me, sono super sportivi e amano andare a letto presto: così alla sera si va tutti a nanna senza indugi”.

 

Lineamenti identici personalità differenti

I gemelli hanno lineamenti identici, ma personalità ben distinte. Come favorire lo sviluppo di una propria individualità? “Abbiamo scelto di separarli nel loro percorso, sin dall’asilo nido. Una decisione che ha permesso a entrambi di costruirsi una identità, ciascuno nella sua classe con le sue maestre, evitando confusioni e sovrapposizioni. Nella vita di tutti i giorni capita molto spesso che i gemelli si sentano chiedere “tu chi sei?“.  Rimangono sempre un po’ male: come, chi sono? si domandano. Così, non vedendosi riconosciuti,  rispondono dicendo il nome del fratello maggiore”.

Ognuno ha i suoi amici  anche se si scambiano volentieri inviti alle feste e ai pomeriggi di gioco.  Il tempo libero lo trascorrono insieme e condividono la passione per gli stessi sport: calcio e scherma. A volte, nelle gare, si trovano in pedana a combattere l’uno contro l’altro: ecco, questo di solito è un momento di tensione”.

 

Momenti dedicati a ciascuno

Ma è possibile trovare anche momenti dedicati per ciascun figlio? “Sono pochi, ma preziosi e importanti”, ammette Lavinia,  “a maggior ragione per i gemelli che sin da prima di nascere condividono tutto. Quando capita, io sono molto felice e anche loro.  Assaporano il rapporto esclusivo con la mamma e si crea una confidenza, una intimità per chiacchierare e raccontarsi con tranquillità. Nelle nostre giornate frenetiche, una vera gioia”.

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La newsletter racconta storie di vita e il meglio delle mie esperienze di tutti i giorni. Ci sono consigli e novità. Sempre, spunti e idee da condividere. Di solito, la invio una volta al mese.

Blogger, giornalista, mamma di due gemelli preadolescenti. Vedodoppio parla di loro, un po’ di me, dello sguardo sulla vita vista con quattro occhi. Uno spazio dove nascono storie che vogliono diventare esperienze da condividere.

2 Comments
  • CHESSA MARIO

    7 giugno 2018 at 12:47 Rispondi

    Molto interessante.

    • Roberta Chessa

      7 giugno 2018 at 17:17 Rispondi

      Grazie! Un abbraccio e a presto.

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