Il bullismo spiegato ai genitori e agli insegnanti

Un libro spiega il bullismo a genitori e insegnanti

Il bullismo spiegato ai genitori.  E anche agli insegnanti.  Certo, leggo e sento parlare di bulli, bulle e prepotenze tutti i giorni.  Però, se mi dovesse capitare di vivere un episodio in famiglia,  il primo pensiero sarebbe  ora cosa faccio?  Come posso comportarmi?  Intervengo o chiedo a chi ha più esperienza di me? 

 

Il bullismo spiegato ai genitori

Poi ci sono due gemelli adolescenti in corsa verso il mondo, c’è un cellulare che non mollano mai, c’è da controllare che stiano attenti alle foto, ai video, ai commenti in rete. C’è da tenere d’occhio tutto, senza fermarli.  Ci metto la fiducia, i discorsi, ma voglio anche sapere.

E ho trovato molte risposte nel libro Il bullismo spiegato a genitori e insegnanti , Laurana editoreappena uscito in libreria. Lo ha scritto la penna brillante e preparata di Marisa Marraffino, avvocato, esperta di reati informatici e dei rischi nella rete, molto attenta ai bisogni dei più giovani.

La parola bullismo è molto usata e fa paura. Marisa è andata a fondo e dalla nostra chiacchierata mi sono portata a casa molti suggerimenti utili e concreti. Più una certezza: per capire, l’ingrediente principale è il dialogo con i ragazzi.

 

Comportamenti ripetuti nel tempo

Prepotenze, sgarbi, dispetti, sgambetti. Prese in giro, derisioni, anche soprusi e violenze. Ma quando è vero bullismo?  “Si parla di bullismo quando ci troviamo di fronte a comportamenti ripetuti nel tempo che provocano un grave isolamento in chi li subisce”, spiega l’avvocato.  “Più in dettaglio, è bullismo se c’è una serie di reati in concorso fra loro, a volte compiuti sul web: e in questo caso si chiama cyberbullismo.

Qualche esempio? Pensiamo a un ragazzo che chiede di continuo e con la forza i soldi a un compagno per comprare la merenda o pubblica immagini e video imbarazzanti dell’altro senza il permesso. Bisogna evitare che la posizione di dominio dei bulli  porti la vittima a non reagire più, fino a volersi nascondere, smettere di andare a scuola e  frequentare gli amici”.

 

Raccogliere la richiesta di aiuto

“Quando un figlio racconta di aver subito atti di bullismo il passo più importante è già stato fatto”, continua Marisa Marraffino. “Il ragazzo si è confidato con un adulto che deve cogliere subito la richiesta di aiuto. Mai sottovalutare il racconto,  ma far parlare i ragazzi, ascoltare fatti, timori, paure e offrire un sostegno, senza lasciar passare tempo”.

Se l’istinto può portare a reagire con la stessa forza, a tirare calci e parole forti,  meglio  controllare le reazioni e chiedere consigli: ci sono associazioni che si occupano di dare un aiuto concreto e un supporto alle famiglie che vivono episodi di bullismo.

 

Gli interventi devono essere rapidi

“Torti e aggressioni capitano a scuola? Dico ai genitori: parlate subito con il dirigente scolastico, aggiunge l’avvocato.  In attesa di un incontro, meglio scrivere una e mail così rimane una traccia.  In casi di immagini o video imbarazzanti e pericolosi postati online, è possibile attivarsi per farli rimuovere.

Certo, è necessario essere molto rapidi. Ci si può rivolgere direttamente al social network o alla piattaforma cha ha diffuso il video per chiedere di cancellarlo, mentre se si interpella il Garante per la protezione dei dati personali  dovrebbe intervenire entro quarantotto ore. Mamma e papà  possono anche accompagnare i figli da polizia e carabinieri per chiedere che scatti e video vengano tolti dalla rete”.

 

I referenti nelle scuole

“I genitori dovrebbero collaborare con gli insegnanti, prosegue l’avvocato. Perciò informateli subito, così possono  spiegare o ribadire ai ragazzi i rischi di certi comportamenti o, se si tratta di Internet, dei pericoli della rete, attivando percorsi rieducativi mirati.

La legge sul cyberbullismo prevede molti strumenti per intervenire. Dallo scorso anno nelle scuole c’è una figura dedicata, il referente per il cyberbullismo, che può valutare rimedi concreti. La famiglia resta però il primo anello da cui partire”.

 

Ruoli e responsabilità

Il bullismo spiegato ai genitori significa ricordare ruoli e responsabilità. “Se certi atti provocano danni alla vittima,  il papà e la mamma sono responsabili dei comportamenti dei figli minorenni“, aggiunge l’avvocato. “Ciò accade anche se i ragazzi assistono a minacce e prese in giro continue di un compagno o di una compagna e non prendono le distanze. Secondo i giudici, la maggior parte degli episodi di bullismo dimostra una maleducazione grave e non è ammessa nemmeno la prova contraria dei genitori”.

 

Gli insegnanti sono pubblici ufficiali

E per i professori? “Gli insegnanti  delle scuole pubbliche o paritarie sono pubblici ufficiali, precisa Marisa Marraffino, e in certi casi hanno l’obbligo di denunciare i fatti di cui sono venuti a conoscenza. Lasciare correre può aggravare le conseguenze di un reato.

Devono avvisare il dirigente scolastico e attivarsi subito, avviando percorsi di recupero non solo per i bulli, ma per tutti gli alunni: gesti e parole offensive hanno conseguenze. Un adolescente di quattordici risponde di persona per i reati commessi davanti al tribunale per i minorenni”

 

La scuola e le regole

“La scuola risponde per tutto ciò che accade allo studente durante l’orario scolastico se il fatto si può prevedere o prevenire. La responsabilità inizia quando lo studente entra in classe fino all’uscita e c’è anche durante gli spostamenti per andare in gita o per assistere a uno spettacolo. In un eventuale processo chi vigila  dimostrare che ha fatto tutto il possibile.

Ogni scuola ha l’impegno di far rispettare il codice civile e il regolamento di istituto che contiene regole contro il cyberbullismo. Può decidere, per esempio, come custodire il telefono dei ragazzi durante l’orario di lezione”.

 

Strumenti e risorse efficaci

“Tutte le scuole possono partecipare a bandi pubblici e realizzare iniziative con associazioni, educatori e psicologi“, conclude l’avvocato. È efficace anche la peer education: progetti in cui gli studenti raccontano ai coetanei  le esperienze vissute e come sono riusciti a superarle.

Ogni progetto prevede che ci sia un adulto autorevole che lo sostenga e  attiri l’attenzione dei ragazzi. Per questo,  il ruolo e la passione degli insegnanti sono davvero molto preziosi”.

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Blogger, giornalista, mamma di due gemelli preadolescenti. Vedodoppio parla di loro, un po’ di me, dello sguardo sulla vita vista con quattro occhi. Uno spazio dove nascono storie che vogliono diventare esperienze da condividere.

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