Come affrontare la terza media

Terza media, i consigli per affrontarla al meglio

Come affrontare la terza media. In poche parole. Lui: con tanto studio, lei: come le altre classi. Mancano pochi giorni e i miei figli, quei due fagottini morbidi e profumati che tenevo in braccio qualche tempo fa, sono due quasi adolescenti pronti (?) per cominciare l’ultimo anno della scuola media.

Ogni inizio è impegnativo, quello che prende il via tra poco lo è ancora di più perché conclude un ciclo di studi importante. Un passaggio sui banchi che vede gli studenti cominciare smarriti e bambini e terminare con l’aria più sicura, le forme, la statura, la voce e lo sguardo degli adulti che saranno. 

 

Come affrontare la terza media

In che modo affrontare la terza media, allora? Per i miei gemelli e per tutti i ragazzi che tra pochi giorni saranno in classe ho chiesto suggerimenti  a Paola Sitzia, una lunga esperienza a contatto con gli adolescenti,  docente di matematica al Liceo scientifico Pacinotti di Cagliari e fra i coordinatori delle Olimpiadi della Matematica. Ecco i suoi consigli per studenti e genitori.

 

L’importanza del metodo di studio

Un  buon rientro a scuola è anche una partenza felice, intanto.  “Certo. La terza media è un anno in cui ci si prepara a grandi novità come il passaggio alle superiori. Senza creare  paure o aspettative, tutto ciò che scuola e famiglia faranno per arrivare all’obiettivo, sarà molto utile”, dice l’insegnante.

“Occorre, prima di  tutto, un buon metodo di studio. La scuola media è fondamentale per metterlo a punto. Si migliora anche dopo, ma in questi anni  si impara a studiare.

A volte, gli studenti delle medie si accontentano di svolgere i compiti in fretta per superare il controllo dei professori. Bisogna convincerli che l’obiettivo dello studio è far crescere la cultura e rispondere alle loro, tante, curiosità. E, soprattutto, imparare a lavorare con una autonomia sempre maggiore”.  

 

Rileggere più volte

Come impostare allora un metodo di studio efficace?  “È utile leggere più volte il libro e poi fare molti esercizi. Per il ripasso, meglio evitare i riassunti: da preferire uno schema con i punti essenziali del testo e una mappa”, precisa la professoressa. “Niente capitoli studiati a memoria: si rischia di dimenticare tutto. Raccomando sempre ai ragazzi di non lasciare argomenti in arretrato: apprendere per gradi  dà i migliori risultati”.

 

L’apprendimento si rafforza per gradi

L’apprendimento, quello duraturo, richiede tempo e avviene per approssimazioni successive, prosegue l’insegnante. “Quando in un videogioco si raggiunge un certo livello, si prova il desiderio di cimentarsi con il livello successivo. Appena risolto un esercizio si può passare a un altro, appena studiato un capitolo di storia ci si dovrebbe chiedere cosa succederà dopo”.

“La prima lettura di un testo da studiare dà solo un’idea generale dell’argomento, con la seconda  si mette a fuoco qualche dettaglio in più, il confronto con gli appunti presi a scuola completa la prima fase di studio. Se si sottolinea,  consiglio di non farlo con tutto il testo. I libri di scuola, di solito, sono molto curati e, di ogni argomento, mettono già in risalto i punti più importanti”.

 

Mai sui libri sino a tarda sera

Nei giorni che seguono il primo studio di un argomento,  lo si riprende completando, approfondendo, svolgendo esercizi più complicati. “Solo così l’apprendimento diventa stabile“, precisa la professoressa Sitzia, “e a questo punto, anche con l’aiuto dell’insegnante, sarà possibile collegare gli argomenti  dando forma alla preparazione”.

“A volte, i genitori dicono: mio figlio  ha studiato sino a tardi oppure si è svegliato presto per ripassare, ma non è il modo giusto per affrontare lo studio.  Prima di una prova non si impara nulla e, in più, si arriva stanchi e agitati. Tentare di memorizzare tutto all’ultimo è uno sforzo inutile perché in breve tempo si dimentica tutto”.

 

Compiti da soli o in compagnia?

Studiare con i compagni di classe può richiedere più tempo, ma è anche un confronto prezioso per affrontare la terza media, aggiunge l’insegnante. “Ognuno, però,  ha il suo ritmo: c’è chi ha bisogno di leggere più volte, chi preferisce scrivere, chi è più rapido nello studio teorico, chi nell’applicazione pratica. In più, uno studente adolescente è distratto dai molti stimoli esterni e studiare con altri moltiplica le distrazioni.

Il  lavoro in gruppo può essere molto utile quando ci sono esercizi da risolvere, mentre non si presta per la prima fase di studio che richiede una elaborazione personale. Quando fra gli studenti c’è qualcuno più preparato e aiuta i compagni tutti ne hanno un beneficio. Ricevere suggerimenti da un compagno rafforza le relazioni tra i ragazzi. E poi spiegando qualcosa agli altri si afferrano meglio alcuni dettagli e si rende consapevole l’apprendimento”.

 

Il ruolo dei genitori: presenti, ma discreti

E che dire ai genitori che, assieme ai figli, affrontano la terza media?  “Seguirli nella vita scolastica non vuol dire studiare al posto loro”, raccomanda Paola Sitzia. “Controllate ciò che fanno, lodateli per il lavoro ben fatto e invogliateli a fare meglio, se necessario. Lasciate che sbaglino e che in qualche modo vi chiedano aiuto. Una presenza costante, ma discreta è la più produttiva. Gli adulti dovrebbero seguire i ragazzi nel loro percorso senza cedere alla tentazione di evitare loro  errori e insuccessi”.

“Ci sono genitori che conoscono ogni dettaglio della vita scolastica dei figli: il giorno e gli argomenti delle verifiche scritte, i voti dei compagni, ciò che c’è scritto su ogni quaderno. Questo controllo non serve perché non stimola l’autonomia e favorisce apatia e insicurezza”.

 

L’esame di fine anno

Affrontare la terza media vuol dire anche pensare all’esame di fine anno.  Meglio pensarci subito o impostare la preparazione dopo i primi mesi di scuola? “Se si studia per sé e non per la prova finale, la gran parte del lavoro è fatta. Prima dell’esame basterà un rapido ripasso. Però, almeno nel secondo quadrimestre, bisogna pensare alla tesina per la parte orale”, conclude la professoressa Sitzia.

“Consiglio ai ragazzi di scegliere un tema originale  per cui  hanno un vero interesse. Poi, anche con l’aiuto degli insegnanti, di cercare gli argomenti da inserire per ogni  materia. Ecco: non aspettate l’ultimo momento!”

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