compiti per le vacanze estive

Niente compiti per le vacanze

Compiti per le vacanze. Copertina gialla, copertina blu, immagini di bimbi paffuti e sorridenti. Cruciverba con stelle di mare, palette e secchielli. Eppure, per quanto si cerchi di renderli accattivanti, compiti per le vacanze sono una faccenda seccante.

 

Compiti per le vacanze

Oggetto di petizioni, lettere di genitori in preda al panico, ironie sui social network, decaloghi originali di insegnanti controcorrente, ribellioni più o meno organizzate. E, dalle nostre parti, musi, ammutinamenti, finte dormite. Mal di pancia, di testa, di piedi: sempre insopportabili. Da qualsiasi lato la guardi, una faccenda che ha segnato tutte le nostre estati. Da quando i miei figli gemelli, hanno iniziato la prima elementare.

 

Quest’anno esercizi più leggeri

Però questo è un anno un po’ speciale che segna il passaggio da una scuola all’altra. Dalla quinta elementare alla prima media. Crescita  e liberazione. Si va in una classe da grandi e non ci sarà una maestra che controllerà se hai fatto tutti gli esercizi con le espressioni o gli avverbi di luogo. Mi domando se assecondare il loro desiderio di sentirsi finalmente un po’ leggeri  e spensierati.  

 

Ricordi di estati libere e spensierate

Oppure chiedere alla mia amica Elena,  un master mirato proprio a motivare i ragazzi nello studio, di incontrarli per dare una scossa all’ indolenza dei giorni estivi portandosi dietro l’inseparabile quaderno pieno di numeri di pagine e crocette. O, ancora, se  ricordare con gusto infinito e nostalgia le mie interminabili estati sulla spiaggia, fra schizzi d’acqua e manciate addosso di sabbia bagnata con i cugini Valentina  e Paolo dove di libri e di compiti per i mesi estivi non si parlava proprio.  

 

Un passaggio in libreria

D’accordo, sentiamo, i giorni passano e aumenta la mia irrazionale sensazione che le cose imparate in cinque anni di scuola elementare svaniscano come una bolla di sapone. Torno alla carica. “I libri per i compiti che ci ha consigliato la maestra non li voglio usare. Li scelgo io”, dice mia figlia,  sicura di sé. Indipendenza propositiva. “Andiamo alla Libreria dei ragazzi, lì sicuramente trovo qualcosa che mi piace”. Lei l’ ha solo sentita nominare, mentre per me è un autentico paradiso  di titoli e carta,  tanto da perdersi felici.  Accetto.

 

Esercizi e attività creative

Mio figlio ha resistenze ancora maggiori, ma sceglie una via in apparenza conciliante. Non è che non voglio fare proprio niente. Però quest’anno solo qualche esercizietto.  Quale? Non so. E, soprattutto, quando lo faresti? Magari verso settembre.

Intanto, tesoro, i compiti te li do io. Nuota, corri, salta, fatti nuovi amici, conquista pezzetti di autonomia, ascolta le tue canzoni preferite, balla, leggi, sii curioso, mangia di più, sperimenta nuovi sapori. E, soprattutto, racconta tutto a tua sorella.    

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2 Comments
  • Daniele Mauro Guainazzi

    13 Settembre 2016 at 15:49 Rispondi

    Maledetti compiti! 🙁

    • Roberta Chessa

      14 Settembre 2016 at 13:38 Rispondi

      Eh già, certe volte si esagera.

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