Essere mamma di due gemelle

Il bello di avere due gemelle

Essere mamma di due gemelle. E poco dopo anche di un’altra bimba. Una storia di donne. Di una mamma bellissima, di una famiglia diventata grande in poco tempo, di nuovi equilibri da assestare per passare da una coppia affiatata  a un gruppo di cinque.

Un altro racconto doppio, un’altra pagina dedicata a chi lo vive ogni giorno. Perché con la magia di portare dentro di sé due vite pronte al lancio c’è una molteplicità di emozioni, esperienze, fatiche, dubbi da condividere. Sappiamo tanto e mai abbastanza: ogni coppia di questo elettrizzante mondo dei gemelli si declina in tante sfumature e una unicità tutta sua.

 

Essere mamma di due gemelle

Quando Cristina risponde alle domande sento una gioia piena. Lei è responsabile della comunicazione in una compagnia di assicurazioni : incastrare le agende è il suo quotidiano. Un giorno di sette anni fa ha saputo di aspettare due gemelle eterozigote.  “Quando ci hanno dato la notizia ero felicissima e anche mio marito. C’erano stati altri casi di gravidanze gemellari in famiglia e, dato che non ero giovanissima, ci speravo”.

 

Una gravidanza serena

L’arrivo di due bambine scompiglia, e tanto, il diario delle giornate scandite di solito da viaggi, appuntamenti e riunioni di lavoro. “Durante la gravidanza ero serena, ma anche incosciente. Sono andata in ufficio sino all’ottavo mese e ho rimandato acquisti e la nuova organizzazione della casa all’ultimo”, racconta Cristina, “complice la stagione, piena estate, una pancia molto grande – ho preso più di venti chili – e la difficoltà di  realizzare che, dopo poco, ci sarebbero state con noi due piccole”.

 

I primi due mesi, un tempo nuovo e sospeso

Le gemelle sono nate a termine con un parto cesareo e pesavano tre chili ognuna.  “Quando siamo tornati a casa con le bimbe, l’ottimismo e l’entusiasmo di essere mamma di due gemelle si sono incontrati con la realtà. Prendermi cura delle due bambine assieme è stato quasi uno shock e i primi cinquanta giorni con loro mi sono sembrati infiniti. Un tempo sospeso e interminabile in cui prendere le misure di questa nuova vita”,

 

Le acrobazie per uscire con le due bimbe

“In più volevo esserci in ogni minuto e quasi non riuscivo nemmeno a dormire. Mi ha agevolato l’essere in vacanza, le attenzioni dei parenti intorno a noi,  mio marito sempre molto presente in tutti i momenti della giornata”, continua Cristina.

Quando siamo tornati in città una delle mie maggiori difficoltà era uscire di casa da sola con due bimbe piccolissime. “Il desiderio di fare una passeggiata e incontrare altre persone era tale che ho fatto molte acrobazie. Marsupio, passeggino doppio, ovetti per la macchina. Molto faticoso,  ma non ci ho rinunciato!”.

 

Il ritorno al lavoro e gli incastri quotidiani

Cristina è tornata al lavoro quando le bimbe avevano cinque mesi. “Sia la mia famiglia che quella di mio marito vivono in altre città in Liguria e in Sicilia, perciò niente nonni. Ho cercato un aiuto e, per i primi tempi, la baby sitter è stata una ragazza poco più che ventenne, attenta e sensibile che mi ha consentito di andare in ufficio tranquilla. Accudire due gemelle neonate è un compito delicato e impegnativo”.

 

L’arrivo di una terza sorellina

Giusto il tempo di sentirsi appieno mamma di due gemelle e la notizia di una nuova gravidanza. “Ero in attesa di un’altra bambina: quasi non riuscivo a crederci,  ma ho provato anche una sensazione di libertà“, aggiunge Cristina.  “La terza figlia mi ha aiutato a superare quei sensi di colpa che ho provato da mamma di due gemelle. Il pensiero di dare sempre un bacio all’una e all’altra, di prendere in braccio tutt’e due, il desiderio di dedicare a entrambe le stesse identiche attenzioniIl principio di uguaglianza, insomma. Ecco, con una figlia sola,  non mi sono dovuta preoccupare”.

 

Un equilibrio a tre

E le gemelle come hanno accolto l’arrivo della sorella? “Avevano appena due anni e mezzo, ma mi sembra bene.  Una delle due ha detto al papà: sono tanto contenta che è nata mia sorella”, continua Cristina.  “Le due sono protettive nei confronti della piccola che fa un po’ da ago della bilancia in questo equilibrio a tre. Quando litigano (molto spesso!), fra loro si creano le coppie: di solito una delle gemelle si allea con la piccola. Mai, da una parte le due sorelle più grandi e dall’altra la minore”.

La piccola è meno abituata a condividere e si prende decisa i suoi spazi. Se le gemelle sul divano si siedono vicine a me, una da una parte e una dall’altra, la piccola si mette sopra o in braccio e fa sempre sentire la  sua presenza”.

 

Due personalità ben distinte

Le gemelle hanno un carattere opposto. Una è estroversa, creativa e aperta alle novità. L’altra, più riflessiva, tranquilla e ama stare in casa. Giocano sempre assieme e, nonostante i litigi, una cerca l’altra e non riescono a stare tanto tempo lontane.

Alla scuola materna erano in classi separate e proseguono anche ora che, da pochi giorni,  hanno cominciato la prima elementare. ”L’esperienza di averle divise finora è stata positiva. Favorisce la costruzione della personalità  e completa il carattere di ognuna. In questo modo ognuna può giocare la sua partita e cavarsela da sola senza avere sempre la spalla della sorella. Loro sanno, comunque, che ci sono sempre l’una per l’altra.

La rete delle mamme delle due classi per me è di grande supporto. Sono nate amicizie vere e so che se ho qualche difficoltà posso contare sulla solidarietà di altri genitori”.

 

Momenti dedicati a ciascuna

Essere mamma di due gemelle e di una terza bambina: si riescono a creare momenti dedicati per ciascuna figlia? “Sono rari, ma quando ci capitano sono un regalo per tutti noi “, conclude Cristina,  “ancora di più per le gemelle che sin da prima di nascere condividono tutto. Una delle due mi chiede spesso mamma voglio fare qualcosa sola con te.  Un gelato, una colazione fuori casa, qualche compera in due. Assaporare un rapporto esclusivo mamma e figlia, la confidenza, la tenerezza,  l’intimità. Una meraviglia”.

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Blogger, giornalista, mamma di due gemelli preadolescenti. Vedodoppio parla di loro, un po’ di me, dello sguardo sulla vita vista con quattro occhi. Uno spazio dove nascono storie che vogliono diventare esperienze da condividere.

14 Comments
  • deborah

    20 settembre 2018 at 12:17 Rispondi

    Che bello avere due gemelli, anche se credo non sia facile gestirli, mi ha sempre incuriosito il mondo dei gemelli.

    • Roberta Chessa

      20 settembre 2018 at 21:51 Rispondi

      Cara Deborah, avere due gemelli è molto bello e ogni giorno c’è qualcosa di nuovo da scoprire. Ma, soprattutto all’inizio, che fatica!

  • Sara

    20 settembre 2018 at 16:01 Rispondi

    Avere una bambina è un emozione ed un’esperienza unica, figuriamoci ben due bambine! Immagino quanto sia difficile incastrare tutto durante il giorno ma immagino anche la soddisfazione e la gioia.

    • Roberta Chessa

      20 settembre 2018 at 21:59 Rispondi

      Avere due bimbe assieme è una emozione unica e anche un grande impegno. Cristina, la mamma che ho intervistato, è riuscita a organizzarsi bene. E poi in famiglia è arrivata anche una terza bambina!

  • Erika Cammarata

    20 settembre 2018 at 19:17 Rispondi

    Ho sempre desiderato, fin da piccola, una gemella. I gemelli si sostengono molto l’un l’altro, sono molto complici, e questo aspetto mi è sempre piaciuto. Bello anche che, fin da piccole, abbiano imparato a stare divise, cosa che spesso non avviene. Nonostante siano gemelle, non vivono in simbiosi, quindi che ognuna abbia la propria classe, le proprie passioni e il proprio carattere, non potrà fare altro che giovare ad entrambe. Ovviamente, posso solo leggere e non dare opinioni in merito all’avere dei gemelli perché non sono mamma, però leggo con piacere la tua gioia, anche se ovviamente sudata ma vedo che sei sulla strada giusta.

    • Roberta Chessa

      20 settembre 2018 at 22:14 Rispondi

      Cara Erika, la complicità fra i gemelli è una delle cose più belle di quando si nasce in coppia. Anche se a scuola sono separati o hanno amici diversi, il legame fra loro rimane sempre forte e speciale.

  • Rita Amico

    20 settembre 2018 at 19:56 Rispondi

    Non dev’essere stato facile occuparsi di ben tre bambine piccole, ma hai dimostrato grande forza e intelligenza. L’amore vince su tutto, anche sulla stanchezza

    • Roberta Chessa

      20 settembre 2018 at 22:10 Rispondi

      Cara Rita, credo anch’io che per Cristina non sia facile seguire tre bambine piccole, il lavoro e tutto il resto. Ma la forza, forse, le arriva proprio da loro.

  • fra

    20 settembre 2018 at 21:44 Rispondi

    sogno di diventare mamma

    • Roberta Chessa

      20 settembre 2018 at 22:02 Rispondi

      Cara Francesca, te lo auguro. Un abbraccio.

  • Greta

    21 settembre 2018 at 8:20 Rispondi

    Impegnativo sicuramente essere mamma di due gemelle ma in compenso anche tutte le emozioni sono raddoppiate….. Bellissimo davvero!

    • Roberta Chessa

      21 settembre 2018 at 11:00 Rispondi

      Cara Greta, ti confermo: se con due gemelli la fatica è raddoppiata lo sono anche le emozioni!

  • Silvia Girolami

    26 settembre 2018 at 19:08 Rispondi

    La storia di Cristina ricalca in pieno quello della mia famiglia. Io gemella eterozigota, che dopo 21 mesi ricevo in regalo un’altra sorellina!!! Nel giro di 2 anni e mezzo la mia famiglia si è trasformata in un piccolo, caotico gineceo con 4 donne (mamma, due gemelle e sorellina). Non ho mai conosciuto il sentimento della gelosia, perché fin dal concepimento ho dovuto condividere tutto, ma proprio tutto con una sorella gemella e poi con un’altra sorellina. per i miei genitori non dev’essere stato facile, almeno all’inizio, anche perché non avevano nonni o aiuti parentali vicino. Ma ora, a più di 50 anni, posso dire che tutte noi siamo cresciute bene e con il senso sano e bello della comunità e della condivisione, della solidarietà e dell’unione che ancora oggi ci contraddistingue e ci aiuta ad affrontare i momenti, soprattutto quelli più difficili.

    • Roberta Chessa

      27 settembre 2018 at 9:02 Rispondi

      Cara Silvia, grazie per questo racconto. Il bello di conoscere da vicino chi vive le storie “doppie” è che ci si può ritrovare, confrontare, condividere esperienze ed emozioni presenti e passate. Per noi adulti, una gioia tornare bambini. Un abbraccio.

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