Gemelle eterozigote di otto anni. Storia di Ginevra e Beatrice

Cecilia, le gemelle e la forza di raggiungere

Due gemelle eterozigote. Gli sguardi espressivi e limpidi, i sorrisi luminosi, qualche ostacolo da superare, tanta energia e forza vitale. Per crescere insieme, sperimentare, sbocciare.

 

Gemelle eterozigote di otto anni

Capelli mori e lunghi, quarantasei anni, archeologa, un lavoro da guida turistica e nel mondo dell’ospitalità e del turismo.  Cecilia, la voce dolce e briosa, è mamma di due gemelle eterozigote di otto anni, Ginevra e Beatrice.  “Le bimbe sono arrivate dopo che io e mio marito Alessandro le avevamo aspettate e desiderate a lungo”. 

 

Una gravidanza delicata

La gravidanza gemellare è stata delicata e con diverse complicazioni. Durante una delle ecografie i medici mi hanno detto che una delle due bimbe, Ginevra, non aveva la mano sinistra. Un tuffo al cuore per me, un momento di sconforto e smarrimento.  Il primo pensiero? Che con questa disabilità mia figlia non avrebbe potuto fare nulla e avere una vita felice come tutti gli altri bambini. In realtà, poi, nei mesi successivi, c’è stato un doppio nuovo inizio”. 

 

Il parto, cesareo e a termine

“Durante l’attesa delle gemelle ho fatto molti esami e controlli medici. Le bimbe sono nate a termine con un parto cesareo. Beatrice era un po’ più piccina e pesava due chili e trecentocinquanta grammi, Ginevra due chili e settecentocinquanta: entrambe stavano bene. E siamo tornate presto a casa”. 

 

In famiglia calore e sostegno

Quando abbiamo cominciato la nostra vita in quattro non ero pronta allo scompiglio e alle fatiche che portano due neonate: mio marito ha preso un periodo di congedo e mia suocera ha deciso di trasferirsi vicino a noi per poterci dare aiuto. 

Ho allattato le bimbe con il mio latte per qualche mese, poi siamo andate avanti con con quello artificiale. Durante la notte Ginevra e Beatrice dormivano poco e anche ora che sono più grandi farle addormentare è sempre un’impresa”. 

 

Raggiungere i traguardi

“Dopo le prime emozioni di timore e sconforto, nei primi mesi ho concentrato molte delle mie energie per cercare di rendere la vita di Ginevra la più bella possibile. Consultando Internet  ho incontrato Raggiungere ODV, l’Associazione italiana di famiglie e persone con disabilità agli arti.

Grazie a loro è come fossi rinata. Quelli che mi sembravano limiti e ostacoli sono diventate possibilità. Ho trovato amicizie e imparato un’infinità di cose per fare in modo Ginevra senta di poter fare e provare tutto, come gli altri bambini”.

 

Esperienze e condivisione

“Pensavo che la disabilità facesse mancare a Ginevra qualcosa, invece ho trovato  ricchezza e una fonte infinita di solidarietà, valori, stimoli e condivisione di esperienze e sensibilità. Sono coinvolta in tutte le attività dell’associazione, iniziative e raduni,  e anche la rappresentante per la mia regione, il Lazio”.

Ginevra ha preso coscienza che le manca una mano da un anno e ha reagito bene. Il contributo dell’associazione Raggiungere è stato determinante come conoscere altri bambini che vivono in una condizione analoga alla sua: un bimbo le ha spiegato come ritagliare e lei, una volta provato e imparato, si sentiva rassicurata e felicissima”.

 

Asilo e elementari in classi separate

“Le gemelle non sono andate all’asilo nido, compiuti i tre anni le ho iscritte alla scuola materna. Abbiamo deciso di farle stare da subito in classi separate perché Beatrice viveva un po’ nell’ombra della sorella. Ora la situazione si è invertita. Ognuna delle bimbe ha le sue amicizie, poi stanno spesso tutte insieme”. 

 

L’equilibrio delle attenzioni

Simili nei tratti, con occhi grandi e colmi di tenerezza, le bimbe hanno temperamenti diversi. “Beatrice ama chiacchierare, è allegra, tende a essere leader e dice sempre la sua opinione. Ginevra è riservata, custodisce con cura le sue cose, è più silenziosa. Gli altri bambini le hanno sempre mostrato tanta solidarietà”. 

“Quando sono nate le gemelle ero più protesa verso quella delle mie figlie che mi sembrava più debole: credevo fosse Ginevra.  All’inizio Beatrice è stata un po’ gelosa delle attenzioni verso la sorella, ora la difende, la sprona e le ripete sempre: vedi che riesci a fare le stesse cose che faccio io!

 

Nuoto, ginnastica e momenti dedicati

Cerco di dedicare momenti esclusivi a ognuna e, quando capita, sono molto felici così come quando viaggiamo tutti insieme.  Poi ci sono le attività: nuoto due volte alla settimana, hip hop per Ginevra, ginnastica artistica per Beatrice. Orari diversi, stessa palestra. Giusto per semplificare un po’ “. 

Pepite

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