Gemelle monocoriali biamniotiche. Il racconto di Alessandra - Vedodoppio
Gemelle monocoriali biamniotiche.

Alessandra, le gemelle e un sogno sin da bambina

Gemelle monocoriali biamniotiche. Due bimbe inseparabili fin da quando erano nella pancia della mamma. Perché nelle settimane di gravidanza sono cresciute nella stessa placenta se pure in due sacche diverse e da sette anni condividono tutto. Come racconta  la mamma Alessandra con un entusiasmo che coinvolge.

 

Gemelle monocoriali biamniotiche

Quarantatré anni, una voce briosa, una risata che fa venire subito voglia di conoscerla meglio. Alessandra parla della sua vita di mamma di due gemelle con il piglio chi ha raggiunto un sogno e lo vive con intensità nella realtà di tutti i giorni. Eleonora e Beatrice due gemelle monocoriali biamniotiche arrivate a esaudire un desiderio coltivato sin da quando era bambina.

 

Due bimbe, un desiderio coltivato fin da bambina

“Sono figlia unica e ho sempre pensato che mi sarebbe piaciuto avere dei figli gemelli. Fra i nostri parenti non avevamo casi di gravidanze gemellari né io né mio marito Pietro. Poi, quando ero in attesa delle bambine, ho scoperto che nella famiglia di mio padre c’erano stati in realtà dei gemelli”.

 

La notizia della gravidanza doppia quasi una conferma

Alessandra ha saputo della gravidanza gemellare nelle prime settimane di attesa. “Quel giorno ero andata da sola alla visita medica. Quando la dottoressa mi ha detto che aspettavo due gemelli, non sapevo fossero due bimbe, ho provato una grandissima gioia, quasi come lo sapessi già. Tornata a casa ho dato la notizia a mio marito Pietro. Gli ho chiesto di mettersi comodo e rilassato perché non ero sicura di come avrebbe preso la novità, ma è stato felicissimo anche lui”.

 

Un’attesa molto serena

Per Alessandra, l’attesa delle bambine è stata molto serena, anche se erano gemelle monocoriali biamniotiche  (una placenta sola e due sacchi amniotici), quindi una gravidanza considerata molto delicata. “In questo caso infatti c’è un rischio che si chiama sindrome da trasfusione feto fetale, TTTS, che consiste in uno scambio errato di sangue e quindi di liquido amniotico fra i due feti. È una condizione molto particolare e, nel caso si verifichi,  può mettere in pericolo la vita dei bambini”.

 

Il parto a trentaquattro settimane

Mi sono sentita molto bene per tutta la gravidanza. Ho fatto molti controlli, una ecografia ogni due settimane, ma non c’è stata alcuna complicazione. Durante quei mesi ho studiato tanto per sostenere l’esame di avvocato e mi sono presentata alla prova scritta quando ero quasi all’ottavo mese”.

Le bambine sono nate alla trentaquattresima settimana: Eleonora pesava circa due chili e settanta grammi mentre Beatrice un chilo e novecentoottanta grammi. Sono rimaste in ospedale, nelle culle termiche, per altre due settimane perché non riuscivano a mangiare da sole”.

 

La collaborazione del marito e dei nonni

“Quando sono uscita dall’ospedale non avevo le bambine con me e in quei giorni sono riuscita a riposare e a riprendermi dopo il parto. Io mi tiravo il latte, poi mio marito e mio padre lo portavano alle bimbe in ospedale. Una volta arrivate a casa, ho continuato ad allattarle per altri due mesi, prima una e poi l’altra, mai assieme. Le bambine hanno sempre dormito e questo ha reso meno complicate le prime settimane di questa nuova vita”.

Gli aiuti, tutti in famiglia. “Mio marito ha sempre collaborato moltissimo. I miei genitori abitano vicino a noi e ho potuto contare da subito sul loro sostegno: una presenza molto preziosa per le bambine e per noi”.

 

Le bimbe: uguali e inseparabili

Le gemelle sono identiche anche se una è un po’ più grande nel fisico, hanno capelli e occhi castani, un carattere pacato e sono inseparabili. “Vanno molto d’accordo, si cercano di continuo. Se arriva un’amica l’accolgono assieme, anche se poi mantengono ciascuna il proprio temperamento.  A seconda della situazione è Eleonora oppure Beatrice a gestirla, ma nessuna delle due, per ora, ha un ruolo dominante nel rapporto. Direi che si completano”.

 

A scuola nella stessa classe

“Per questa ragione, quando si è tratto di scegliere per la scuola abbiamo deciso di iscriverle in prima elementare nella stessa classe”, continua Alessandra, “ne abbiamo parlato con le educatrici della scuola dell’infanzia e ci hanno detto che non c’era motivo per separarle. Quest’anno è stato molto complicato perché da marzo, per l’emergenza sanitaria, hanno smesso di andare a scuola e hanno seguito le lezioni da casa. Far parte della stessa classe, soprattutto in questo momento iniziale, le ha aiutate molto a prendere confidenza con lezioni e compiti.

In quel periodo seguivano assieme, da casa, anche le lezioni di ginnastica ritmica una delle passioni che condividono. Era emozionante vedere come si preparavano e aspettavano questo appuntamento”.

 

L’importanza di creare un ritmo per le giornate

Alessandra, per il momento, ha scelto di mettere da parte codici e manuali di diritto e di occuparsi a tempo pieno delle bimbe. “È una decisione che ho preso d’accordo con mio marito e in questo momento mi sento molto appagata. Alle altre mamme che si ritrovano con due bimbi assieme dico sempre di non esitare a chiedere aiuto quando ne sentono il bisogno”.

E per chi comincia l’avventura con i gemelli? “Intanto abbiamo nove mesi per prepararci e abituarci all’idea di avere due bambini. Poi, quando arrivano, credo sia importante creare una routine con dei ritmi fissi per la giornata e cercare di mantenerli con costanza. Aiutano tanto i bambini, ma anche i genitori”.

 

Rimani assieme a noi. Iscriviti alla newsletter!

La newsletter racconta storie di vita e un po’ delle mie esperienze di tutti i giorni. Ci sono anche novità, idee da condividere e, in regalo, il mio ebook Vedodoppio. Di solito, la invio una volta al mese.

No Comments

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.