Libri di politica per ragazzi: l'impegno raccontato ai giovani - Vedodoppio
Libri di politica per ragazzi. Recensione del libro La politica raccontata ai ragazzi, di Giuliano Pisapia e Lia Quartapelle

Il libro che racconta la politica ai ragazzi

Libri di politica per ragazzi. La politica raccontata ai ragazzi in un libro con la passione di chi la fa, il linguaggio di chi crede nella forza delle persone quando si mettono insieme e sa farsi ascoltare. L’invito ai giovani a partecipare, esprimere la propria opinione e difenderla, iniziare un cambiamento.

 

Libri di politica per ragazzi

Quando ero appena adolescente conoscevo a memoria l’elenco di tutti i presidenti della Repubblica, sapevo che per scegliere i senatori ci volevano venticinque anni, i venticinquenni mi sembravano molto adulti però non vedevo l’ora di andare a votare. I miei figli gemelli di quattordici anni conoscono benissimo la ministra dell’Istruzione, non hanno ancora letto libri di politica per ragazzi, ma si accendono quando si prendono decisioni che li riguardano senza essere interpellati e rispettano i loro rappresentanti di classe, portavoce delle esigenze di tutti i compagni.

 

Ognuno può fare qualcosa

Il libro La politica raccontata ai ragazzi, De Agostini, scritto da Giuliano Pisapia, avvocato, e in passato deputato in Parlamento e sindaco di Milano e da Lia Quartapelle, deputata della Repubblica e ricercatrice all’Istituto per gli Studi di politica Internazionale, accompagna i giovani a comprendere e vedere da vicino cos’è, come funziona e a cosa serve la politica. Parole chiare, tanti esempi pratici, il racconto dell’esperienza personale degli autori, le storie di chi ha scelto di impegnarsi per far valere le proprie idee e aiutare gli altri, i luoghi dove si fa la politica.

“Abbiamo voluto partire da un testo scritto per iniziare un dialogo stretto con i giovani, aiutarli a riflettere e interrogarsi, lasciare un canale aperto alle loro domande”, dice Lia Quartapelle con la voce da cui si avverte l’entusiasmo e la passione per ciò che fa.  “La politica non è solo in Parlamento, ma nella vita di tutti i giorni: da come funziona la scuola  agli ingressi allo stadio, dai mezzi pubblici al prezzo degli assorbenti igienici “.

 

Politica è aiutare gli altri

Il primo passo per fare politica, scrivono gli autori del libro, è mettersi a disposizione.  “Non importa il mestiere quanto l’impegno che ci si mette per farlo bene e offrire un servizio per l’organizzazione della vita in comune, dalla famiglia alla nazione. Politica è un modo di stare vicino alle persone e aiutarle a risolvere i problemi, ma moltiplicato per mille”.

“Quando si inizia a fare politica è importante riuscire a conquistare la fiducia degli altri ed essere riconosciuti come portavoce dei sogni, delle speranze, delle esigenze della comunità, piccola o grande di cui si fa parte. Prima però occorre informarsi, conoscere bene il problema così da trovare il modo migliore per affrontarlo”.

 

Come si diventa un politico

Ognuno può essere un politico, non solo chi viene eletto dai cittadini negli organi istituzionali. Può essere anche un attivista, qualcuno che opera per migliorare le cose in un campo che gli sta a cuore”.  Come Malala Yousfazai, la ragazza pakistana che amava studiare e non si è piegata al divieto per le bambine del suo paese di frequentare la scuola. Attraverso il racconto della sua quotidianità è diventata famosa in tutto il mondo sino a rischiare la vita. E, soprattutto, è diventata una figura politica perché ha usato ciò che le è successo per aiutare bambine e ragazze a studiare: il suo impegno ha cambiato la vita di molte persone”

Non basta però decidere di essere politici: sono le idee, il carattere e le esperienze di vita che portano a diventarlo. “L’importante è darsi da fare per generare un cambiamento e agire nell’interesse di tutti. Certo, essere un politico non dipende solo da un singolo: Per rappresentare gli altri occorre essere scelti da loro”.

 

Cosa fanno i politici

Chissà cosa immagina un bambino se gli si chiede di disegnare gli strumenti di lavoro di un politico. Lo strumento principale dei politici sono le parole che servono “per spiegare i propri ideali e le proposte, per  scrivere le leggi, per discutere con chi la pensa in modo diverso, per convincere gli altri a unirsi e fare qualcosa. Ma chi vuole davvero modificare le cose non si limita solo a parlare: lo fa per agire”.

Chi fa politica, in un luogo istituzionale o come attivista in una causa specifica, ascolta i cittadini: non solo quelli che sono d’accordo con lui, ma soprattutto quelli che non lo sono. “Non deve essere un gesto di facciata, è necessario essere pronti ad ascoltare le storie più difficili”, raccomandano gli autori del libro.

E come ci si può far ascoltare soprattutto se si è ragazzi?È importante capire chi decide su cosa e quando lo si trova rivolgersi a quella o a quelle persone in forma organizzata, facendosi portavoce anche di altre persone”.

 

Le decisioni, l’errore e le emozioni

Il politico studia un problema da tutti i punti di vista e cerca una soluzione, espone agli altri le sue ragioni e cerca di associarsi con altre persone che la pensano come lui perché l’unione fa la forza: poi prende decisioni cercando di fare l’interesse di tutti.

“Una delle cose che ho imparato è che in politica prima o poi si perde”, scrive Lia Quartapelle,  “Fare politica non è come vincere una partita di basket né come prendere un bel voto a scuola. In classe o nello sport si conosce qual è il risultato a cui si può arrivare. Quando si prende una decisione politica si promuove un cambiamento, ma non si sa in anticipo se si ottiene il risultato sperato. L’errore è dietro l’angolo: quando si sbaglia non bisogna mollare,  imparare dagli errori e correggersi“.

Le emozioni, dalla commozione alla rabbia, fanno parte della vita di un politico: sono compagne indispensabili perché restituiscono vita e volti a un impegno che altrimenti rischia di essere solo una serie infinita di problemi, spesso molto difficili da risolvere.

 

Il Parlamento, le Regioni, il Comune

Parlare di politica ai ragazzi vuol dire far conoscere dove si svolge l’attività. C’è un capitolo del libro dedicato alle istituzioni, ai principi, ai luoghi e agli strumenti della democrazia. Dalla Costituzione, una specie di “libretto di istruzioni” che spiega come è costruita e come funziona la nostra Repubblica, al Parlamento dove si propongono e approvano le leggi, dal referendum al Parlamento europeo. Ma si parla anche delle Regioni, dei Comuni, dei municipi nelle grandi città che corrispondono a quartieri vicini tra loro.

Vivere i luoghi della politica è un’ esperienza preziosa. Il palazzo del Comune, quello della Regione in cui si abita, la Camera e il Senato sono aperti al pubblico e tutti possono assistere a una seduta del Parlamento. Quello che accade lì è lo spettacolo reale della democrazia che deve essere al servizio di tutti noi. Se si va a vedere come sono organizzati si comprende meglio come funzionano”.

 

Ragazzi, fate sentire la vostra voce

Come possono agire i giovani che ancora non votano? “I ragazzi possono fare politica in tanti modo attraverso le associazioni e i gruppi attivi sul territorio. In ogni quartiere, in ogni zona, in ogni città ci sono associazioni, comitati, persone che si riuniscono perché hanno lo stesso obiettivo: fare qualcosa per la comunità”.

Tra qualche anno la voce dei ragazzi diventerà la voce degli elettori. “Vale la pena di provare a farsi ascoltare già da adesso, di avvicinarsi alla politica con curiosità e tutti gli strumenti a disposizione, dalle lettere alle manifestazioni. Perché se i giovani si disinteressano della politica anche la politica si disinteressa di loro”.

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4 Comments
  • Anna Maria Ferretti

    26 Novembre 2020 at 18:02 Rispondi

    Molto interessante. Spero che i nostri giovani adolescenti incomincino ad interessarsi della politica, Qualcuno di loro potrà essere eletto nell’anno 2050 ” PRESIDENTE Della REPUBBLICA ITALIANA”

    • Roberta Chessa

      26 Novembre 2020 at 22:04 Rispondi

      Grazie Anna Maria, il libro è molto interessante e vale la pena di farlo leggere ai ragazzi. La politica riguarda la vita di tutti i giorni, quindi anche la loro. Anche se oggi non votano, saranno gli elettori di domani.

  • Monica Basile

    26 Novembre 2020 at 20:21 Rispondi

    Ottima scelta per progetto #ioleggoperché

    • Roberta Chessa

      26 Novembre 2020 at 21:46 Rispondi

      Grazie Monica, è un libro molto interessante e scritto in modo chiaro e piacevole.

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