Riflessioni su Dormi stanotte sul mio cuore di Enrico Galiano - Vedodoppio
Riflessioni su Dormi stanotte sul mio cuore libro di Enrico Galiano

Dormi stanotte sul mio cuore, storia di Mia e Fede

Di riflessioni, Dormi stanotte sul mio cuore me ne ha suscitate tante. Perché è una storia delicata che guarda dritta al cuore dei ragazzi, fa vivere le loro emozioni, le insicurezze, i sentimenti acerbi e profondi. Li racconta e ci spinge a credere negli adolescenti, spesso scontrosi e indecifrabili, ma anche molto saggi.

 

Riflessioni su Dormi stanotte sul mio cuore

Dormi stanotte sul mio cuore, Garzanti  è l’ultimo libro di Enrico Galiano, il professore amato dai ragazzi e anche dai genitori. E la storia, da leggere d’un fiato, da vivere e condividere, conquista sia i giovani che gli adulti. C’è Mia, c’è Fede e il loro mondo di crescita, di difficoltà, di relazioni. Trecentocinquanta pagine scritte con grazia e sensibilità verso gli adolescenti che l’autore conosce molto bene. Tanto che il suo motto è  “non ti ascoltano se tu per primo non li ascolti”.

 

Mia, Fede e il dialogo da costruire

Il libro inizia nei nostri giorni quando Mia ha ventinove anni: un giorno trova delle foto in un cassetto e comincia a raccontare di lei, di Fede e del loro rapporto speciale.  Fede è un ragazzo che viene preso in affido dalla famiglia di Mia: ha tredici anni, Mia dodici. Lui stava in un orfanotrofio in Puglia, viene dalla ex Jugoslavia, ha conosciuto la guerra e non parla: nemmeno una parola. Quando entra nella famiglia di Mia continua imperterrito con il suo silenzio, nonostante l’accoglienza dei genitori e i tentativi di Mia di aprire un dialogo con Fede.

 

Le parole e un segreto prezioso

Mia ha sempre sognato di avere un fratello. Con il tempo e la cocciutaggine dell’età riesce a entrare in contatto con gli occhi buchi di Fede e con lei parla: è il loro segreto. Attraverso molti tentativi, le lezioni di italiano di Mia con le parole scritte sui post it e tanti scambi emozionanti i due adolescenti si ritrovano legatissimi: per sentirsi parte della stessa famiglia non serve avere lo stesso sangue.

“Furono così belli i mesi di luce prima che la Notte iniziasse. Del resto avevo dodici anni. A dodici anni non lo sai che c’è anche la notte. Tutto ti sembra un meraviglioso sabato e ancora non sai di quanta malinconia si possa colorare la domenica”.

 

Il bello di sentirsi più che fratelli

Il rapporto e la complicità tra Mia e Fede che non sono da fratelli, ma neppure da fidanzati sono fortissimi. “Io e Fede eravamo più che fratelli, vicini abbastanza da non sapere bene dove finisse l’uno e cominciasse l’altra, stretti in un segreto prezioso e irraggiungibile quello della sua voce che solo io conoscevo, del suo italiano che lentamente si arricchiva”

Un giorno tutto si interrompe in modo brusco: Fede viene portato via a forza dal padre di Mia e lei non riuscirà a sapere perché. Ha tredici anni e da allora in poi il suo mondo si sgretola fra mille domande: l’ affetto e la fiducia erano forse per la persona sbagliata? Lei si chiude al mondo e, soprattutto, non si lascia più sfiorare da nessuno. Nessun contatto fisico, baci e abbracci.

 

La storia di una ricerca di sé

Dormi stanotte sul mio cuore è la storia di una ricerca, del tentativo di ricostruire una parte di sé.  C’è la crescita di Mia dai suoi giorni alla scuola media come alunna a quelli, molti anni dopo, alla scuola media come insegnante. Ecco cosa dice della prima adolescenza : “gli anni delle medie sono stati per me una grande voglia di urlare mascherata da silenzio, una insaziabile fame di vita con la faccia di noia, un assordante bisogno d’amore che fa finta di non averne bisogno”.

 

La maestra Margherita

Mentre Mia diventa grande, intorno a lei ci sono gli eventi di quegli anni: la morte del giudice Livatino e del generale Dalla Chiesa per mano della mafia, l’attacco alle due torri di New York l’undici settembre, la guerra nei Balcani. E c’è Margherita, la maestra delle elementari di Mia, donna toscana brillante, piena di saggezza e di consigli che diventa la sua migliore amica.

 

La vita nelle frasi di un quaderno

Margherita regala a Mia pensieri e suggerimenti leggendo il suo quaderno dove durante la sua carriera scolastica ha trascritto moltissime frasi, numerandole una per una. In quelle pagine si possono trovare le risposte alle domande che nascono mentre si vive e si cresce. “450 Il cuore di una tartaruga batte sei volte al minuto, quello di un colibrì seicento”. E che vuol dire? “Che ogni cuore ha i suoi tempi, cara Mia. Non ti devi preoccupare se va troppo piano o troppo veloce. Preoccupati solo se ‘un batte più”.

 

Mia che decide di insegnare alle medie

Mia, una volta diventata adulta, sceglie di non proseguire la carriera universitaria per dedicarsi ai ragazzi e decide di fare l’insegnante proprio in una scuola media, anche se un viaggio in treno durante una gita scolastica rischia di farle quasi cambiare idea. La gita però sarà provvidenziale perché la porterà a scoprire la verità su Fede e a ricomporre i pezzi sparsi della sua vita.

 

Credere a ciò che vede il cuore

Dormi stanotte sul mio cuore è un intreccio di vita, di personaggi imperfetti e vitali, di stati d’animo in cui ci si immedesima. Ci dice quanto sia importante credere a ciò che vede il cuore e non solo a quello che vedono gli occhi. Ci suggerisce di fidarci dell’istinto perché ne vale la pena. Ci spinge a guardare bene dentro a quel mondo degli adolescenti, fatto di difetti e di inciampi, ma anche ricco di saggezza e di speranza.

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1 Comment
  • Anna Maria Ferretti

    28 Giugno 2020 at 11:00 Rispondi

    Bello interessante , questo articolo.leggero sicuramente il libro,

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