Il saluto dei bambini
Il saluto dei bambini. Buon giorno, ciao piccoli. Nessuna risposta. Che bella maglia di Star Wars, hai. Con questa immagine la vorrei pure io.
Approccio cortese del negoziante. Nessuna risposta. I miei figli gemelli, fratello e sorella, in silenzio e nessun saluto. Perché quando si incontra qualcuno che sia dentro un negozio, uno studio medico, la panetteria o il bar sotto casa, il saluto non viene proprio spontaneo. Agli adulti e, a volte, anche ai coetanei. A meno non siano persone molto, molto conosciute. Timidezza, carattere introverso, timore dell’altro mai visto? Tutto e niente di ciò allo stesso tempo.
Si esprimono anche con un sorriso
Valentina, psicomotricista, che della felicità dei bambini ha fatto una ragione di vita, commenta: “è normale, non vuol dire che i bambini in casa non hanno imparato la buona educazione, basta guardarli. È nel loro comportamento che si riesce a scorgere il saluto: un’occhiata, un sorriso, uno sguardo di complicità”.
Non insistere di fronte agli altri
L’importante è non farlo notare, soprattutto di fronte a chi si incontra. Da evitare, insomma le frasi come dai, di’ buon giorno a questo signore, oppure non saluti mai, o, ancora, è timido eppure glielo dico sempre che deve salutare. “Gli adulti danno troppa importanza al saluto dei bambini fin da piccolissimi, inibendo spesso la spontaneità”, continua la psicomotricista.
Spiegare perché salutare è importante
“È bene non richiedere una prestazione, ma piuttosto trasferire l’idea di che cosa è il saluto. E, in un incontro in presenza dei bambini, si può dire buon giorno con un sorriso, facendo sentire che è anche da parte loro”. Ne sono convinta anch’io. Però, in fondo, ci tengo e non credo che la cortesia del saluto sia una forma vuota che fa parte del vecchiume educativo. Così decido di ricordarlo lo stesso a tutt’e due tra una chiacchiera e l’altra, sperando che ascoltino o non dimentichino.
Lasciare che si esprimano con libertà
Eccoci dalla dentista che cura da più di un anno denti e sorrisi. Ciao ragazzi, un bacio all’una e all’altro. Mia figlia, occhi bassi, sorride ma non parla, mormora solo qualche parola a voce bassissima. Mio figlio, suo fratello gemello, invece preferisce una strada antica ma sicura. Ehm, salve. Ma perché hai scelto salve? chiedo, in fondo vi conoscete da tempo. Ma non mi avevi detto che salve va bene con tutti? Già, è vero. L’avevo detto. E allora mi adeguo. Salve dottoressa, ci vediamo tra un mese.
Pepite
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Blogger, giornalista, mamma di due gemelli adolescenti. Vedodoppio parla di loro, un po’ di me, dello sguardo sulla vita vista con quattro occhi. Uno spazio dove nascono storie che vogliono diventare esperienze da condividere.
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