Bambini e cani in casa

Vorrei solo un cane

Bambini e cani in casa. “Come lo vorresti il cucciolo: bianco o color miele?” “A me color miele mi piace molto”, rispondo convinta.  Io lo vorrei bianco, è così bello!… Uhm Forse hai ragione tu, mamma, color miele è meglio. Beh insomma non riesco proprio a decidere, dice la bambina sognante e felicemente confusa.

Lui o lei non è un giocattolo, un peluche ma un cane vivo, scodinzolante, in carne e ossa. Desiderato, desideratissimo. Sin da quando gattonava la bambina, sorella e gemella ha mostrato chiaro il suo amore per gli animali. Cani, gatti, uccellini, cavalli, mucche, conigli. Un amore che si è via via rafforzato col tempo e fissato ora nel desiderio intenso di un cane piccolo perché in casa, senza un giardino, è meglio così.

Bambini e cani in casa: ci vogliono cure e attenzione

Ha già scelto il nome, sia se sarà un maschio o una femmina. Lo aspetta, il cucciolo, per ruzzolarsi con lui, accarezzarlo, coccolarlo e farsi coccolare, portarlo a spasso, farlo conoscere alle amiche, dargli affetto ed essere di sicuro ricambiata. Io ho sempre rimandato la decisione di avere un cane in casa con noi. Adesso no. Non lo so. E poi chi lo porta fuori.

 

Prove di accudimento

La bambina, tenace, a volte ossessiva, torna dritta sull’argomento e si prepara. Vuole andare in un allevamento. Guarda video e tutorial. Sui cani. Pensa alla razza: “forse un barboncino toy”, “ma che carino quel maltese bianco!” Alla prima occasione mi spiega che per lavarlo bisogna usare la doccia non lontana, ma appoggiata delicatamente sul pelo. Giura che sarà lei ad occuparsene e si  sente pronta per portarlo a fare una passeggiata diverse volte al giorno. “Ma sei piccola e non puoi ancora uscire da sola”! E va bene, tanto tra poco divento grande. Mi chiede anche di incontrare la mia amica E, una delizia di ragazza, e Patty, il suo barboncino toy da amore a prima vista. Le prove di accudimento sono andate bene. “Ecco, sì, mamma, Patty va d’accordo con me. La vorrei anche io una cagnolina così. Subito”.

 

E tu, fratello, cosa pensi? Vorresti un cane? Lui non ha mai mostrato lo stesso amore della sorella per gli animali. Niente libri con foto di gatti, documentari sulle abitudini di leoni e giraffe, album zeppi di figurine di cuccioli. Però alla domanda diretta non si tira indietro. “Un cane? No. Anzi sì, se lo vuole mia sorella”, dice sovrappensiero, immerso nella visione degli episodi della saga di Naruto, combattivo ninja dodicenne. “L’importante è che non venga sul mio letto e che giochi anche con me”. Le condizioni sembrano chiare. E lei lo rassicura: “Tanto salirà anche sul tuo letto”.

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