Adolescenza e cibo, un libro guida i genitori nella scelta

Adolescenti e cibo. Un libro di consigli pratici per i genitori

Adolescenza e cibo. Ricette sane e pasti confezionati, pasta fumante e hamburger col ketchup. Per gli adolescenti l’alimentazione non è sempre una tavola imbandita con piatti che profumano di buono. A volte è anche un piano dove posare fragilità e ribellione, desideri e fissazioni.

Se i balzi  degli ormoni in questa età di passaggio accendono umori e amori,  accrescono pure i conflitti con mamme e papà. E anche gli alimenti, la scelta e la preparazione possono diventare motivo di scontro. Attraverso il cibo, gli eccessi, i rifiuti passano molti messaggi e tante emozioni. E l’alimentazione diventa uno dei fronti su cui noi genitori ci troviamo a cercare patti e compromessi.

 

Adolescenza e cibo

Per me, in realtà, decidere cosa mettere in tavola è sempre stata un’impresa.  I miei figli gemelli hanno sempre avuto gusti diversi. Lei è più golosa, ama poco la pasta,  più la carne e meno il pesce. Lui mangia sempre pasta soprattutto in bianco, pochissima carne,  solo certi frutti e qualche spremuta di limone. E sin da piccolissimo ha una passione per i fast food.

Sinora ho usato conoscenze e pazienza, cibi freschi e buon senso. Mi sono anche affidata alla mia esperienza.  Ora sono onnivora e amante del cibo, ma per tutta l’adolescenza ho guardato con diffidenza molti sapori come quelli di cachi e broccoli senza averne mai assaggito uno.

 

Un libro guida con tante ricette

Oggi, con due adolescenti sulla rampa di lancio,  in equilibro fra la spesa e il tempo da passare ai fornelli ho trovato riposte utili e illuminanti nel libro Mamma, che fame , Sonzogno editore. Lo ha scritto Stefania Ruggeri, docente all’Università Tor Vergata di Roma e ricercatrice del Crea, il centro che si dedica allo studio dell’alimentazione.

Un saggio, ma anche il racconto dell’esperienza diretta dell’autrice mamma di due ragazze,  ricco di consigli, strategie e rimedi  per chi ha figli adolescenti. Le spiegazioni sono chiare e le pagine piene di ricette a cui possiamo ispirarci.

 

Costruire un rapporto sano con il cibo

Assieme ai suggerimenti pratici, Stefania Ruggeri rivolge una grande attenzione all’aspetto psicologico. “Quella dell’adolescenza è la fame dei ragazzi che vogliono divorare la vita.  Non possiamo impedire né ostacolare il desiderio di libertà, ma possiamo renderli responsabili delle loro scelte, aiutandoli a costruire un rapporto sano con il cibo.

“Quando piomba in casa l’adolescenza, con i fast food, gli hamburgher, le patatine fritte e le crocchette di pollo a pochi euro è davvero una tempesta che a volte rischia di mandare all’aria quello che abbiamo costruito sinora”.

 

Quando i ragazzi mangiano spesso fuori casa

Una delle richieste che gli adolescenti fanno con frequenza è poter mangiare fuori casa con gli amici.  Ma, avverte la nutrizionista, se accade spesso l’alimentazione si impoverisce. “Nei fast food ci sono troppa carne, troppi grassi, troppi zuccheri. E le gettonatissime crocchette di pollo a basso prezzo, fatte da ritagli di carne macinati e trattati sotto pressione,  hanno scarsa qualità e nessun valore nutritivo”.

“Il primo danno del mangiare fuori casa è assumere tante calorie e non altrettanti nutrienti buoni. Un’alimentazione disordinata causa carenze di calcio, necessario per un corretto sviluppo delle ossa, di ferro, di cui hanno bisogno le ragazze perché lo perdono durante il ciclo mestruale, di zinco,  indispensabile per lo sviluppo degli organi sessuali maschili. Ancora: l’alto contenuto di sale presente nelle carni rosse, nel Ketchup, nella salsa di soia può determinare il rischio di ipertensione anche nei più giovani”.

 

Il sushi all you can eat

Mia figlia ha un debole per il sushi e i per i locali dove ci si può saziare in abbondanza con la formula del all you can eat , mangia tutto quello che vuoi.  “Qui si entra con l’illusione di gustare in quantità un cibo più sano e leggero”, scrive Stefania Ruggeri.  “In realtà, il principio del mangiare fino ad abbuffarsi è contrario a una alimentazione corretta e porta a un cattivo rapporto con il cibo. Poi è un invito allo spreco: molte pietanze rimangono nel piatto e perdono il loro valore.

“Questo tipo di locali a prezzo fisso spesso non garantisce qualità e sicurezza. Non si conosce la provenienza del pesce e il modo in cui viene conservato.  Occorre stare attenti anche al riso, un alimento ad alto indice glicemico, che a lungo andare può fare ingrassare anche i ragazzi più magri”

 

Per rimediare, preparare i piatti di recupero

Cosa fare allora? Mangiare fuori casa per i ragazzi significa socializzare, sviluppare autonomia e consapevolezza rispetto al denaro e al costo del cibo. Vuol dire anche alleggerire la routine della preparazione dei pasti.

“Si può stabilire un massimo di tre uscite alla settimana, pranzi e cene compresi. Chiedere di essere avvisati con anticipo,  per evitare che si cucini inutilmente o che si sprechi il cibo”, suggerisce la nutrizionista.

E poi preparare dei piatti di recupero ovvero  insalate- macedonie  di verdura, frutta, legumi e anche un po’ di frutta secca e semi, Niente carne, né salumi, né formaggi per alleggerire le diete dei  ragazzi spesso ricche di grassi saturi. Si possono accompagnare con pasta, orzo, riso integrale o con qualsiasi altro cereale. Aggiungere il pesce, se ne mangiano poco”.

 

L’importanza della colazione

Quando si parla di  adolescenza e cibo c’è il capitolo colazione. Molti ragazzi, i miei figli tra quelli, mangiano poco e di fretta, a volte nulla per non fare tardi a scuola. Oppure assumono troppi zuccheri come latte con tanto cacao, biscotti e fette biscottate zeppe di marmellata.

“Se i ragazzi saltano il primo pasto della giornata, appena arrivano a scuola hanno fame. Così, durante la ricreazione abbondano con le merendine o i panini imbottiti”, prosegue Stefania Ruggeri. “Se la colazione è troppo dolce (con molti zuccheri semplici), dopo poco si verifica nell’organismo un calo degli zuccheri e si avverte di nuovo lo stimolo della fame”.

La colazione dovrebbe diventare un rito e apparecchiare la tavola dà una certa solennità e invita i ragazzi a fermarsi. Una buona soluzione? preparare cibi che contengono un po’ di grassi, proteine e cereali che danno energia a lento rilascio. Pane integrale, yogurt bianco, una tazza di the o di caffellatte. O, per chi preferisce il salato, pane tostato, un uovo sfrittellato (un paio di volte alla settimana), pomodori e verdure.

 

La lotta con i brufoli

Adolescenza e cibo vanno spesso in compagnia dei brufoli. Quasi il settanta per cento dei teenagers  si trova ad avere a che fare con i puntini in viso. Il colpevole? La tempesta di ormoni sessuali che attraversa il fisico dei ragazzi portandoli a diventare adulti. Però, come hanno dimostrato studi recenti, anche l’ Igf1, un fattore di crescita per le cellule. Proprio quest’ultimo è favorito dall’insulina,  l’ormone che regola il livello di zuccheri nel sangue.

Ecco perché per gli adolescenti è importante un’alimentazione che non faccia salire troppo la glicemia, stimolando l’insulina. Che vuol dire ridurre biscotti, bevande gassate e gelati, salumi, aumentare il consumo di pesce, anche tre o quattro volte alla settimana. Abbondare con  frutta e verdura,  in particolare carote, zucca, spinaci e melone: sono ricchi di betacarotene (un precursore della vitamina A) che sembra carente nei ragazzi con l’acne.

 

Via libera al cioccolato fondente

E il  cioccolato? Per tanto tempo si è pensato che fosse uno dei tanti responsabili dell’acne.  In realtà, secondo la maggiore parte dei ricercatori, a scatenare l’acne sono gli zuccheri semplici. Perciò il cioccolato fondente senza zucchero può essere mangiato senza esitazioni. Anzi, il cacao nero almeno al 70 per cento, è raccomandato nelle diete perché è ricco di composti antiossidanti.

E l’assoluzione del cioccolato fa molto felice anche me.

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