Coro i piccoli cantori di Milano. Il valore di cantare assieme - Vedodoppio
Coro I piccoli cantori di Milano

I piccoli cantori di Milano, il coro e la magia di unire le voci

Il coro, I piccoli cantori di Milano, la magia di unire le voci di tutti e di cantare assieme. Un’esperienza preziosa che unisce, affina e allena virtù, coccola e scopre talenti.

 

Il coro dei piccoli cantori di Milano

Il coro de I piccoli cantori di Milano , fondato nel millenovecentosessantaquattro dalla pianista Ninny Comolli, è  un piccolo gioiello dove si incontrano le voci di bambini dai cinque sino ai dodici anni. Settanta e a volte fino fino a cento bimbi e bimbe che imparano modulare la voce, a intonare canzoni e melodie tutti assieme, a mettere la loro dote anche a disposizione di tutti gli altri.

 

Crescita, condivisione e integrazione

Laura Marcora, musicista, compositrice e autrice, è la direttrice del coro dei piccoli cantori e mi ha aperto questo mondo di voci, emozioni e meraviglie. Raccontando il valore di un percorso che vuol dire anche crescita, condivisione, integrazione. Uno scambio dove si impara a stare assieme, a essere generosi e fare spazio all’altro, sentendosi parte di un tutto.

 

L’orecchio musicale

Il canto è l’espressione musicale naturale e il coro un modo spontaneo di fare musica assieme. Intanto, però, come si comincia? “Possono entrare nel coro i bambini che hanno orecchio musicale e un’impostazione naturale del timbro:  in pratica, con meno aria possibile nella voce”, spiega Laura Marcora. “Per i genitori è semplice accorgersi di questa inclinazione. Un bambino musicale canta spesso e mostra di essere attratto dalla musica. È importante che i piccoli conoscano anche note, scale e accordi.  Oltre al coro, di solito, tutti i bambini studiano anche uno strumento musicale.

 

Per l’ingresso si passa da una lezione di prova

Per entrare nel coro dei Piccoli cantori di Milano si sostiene una prova: “organizzo una piccola audizione mascherata da lezione di prova”, prosegue Laura Marcora, “ai bambini sembra un gioco e  non provano l’imbarazzo o la tensione di queste situazioni. È importante che il canto sia una passione dei bambini e non dei genitori che desiderano che i figli facciano questa esperienza. Se i piccoli non hanno interesse di solito non accettano l’impegno e non vogliono partecipare ai nostri incontri. Le lezioni hanno un costo, ma per chi non può sostenere la spesa c’è un aiuto”.

 

Si canta una volta alla settimana

Ci ritroviamo una volta alla settimana perché i bambini vanno a scuola e svolgono altre attività. Se il tempo lo permette facciamo lezione all’aperto. ll canto deve essere un momento di piacere e non può  impegnare per troppe ore.  La lezione, due ore di canto e tecnica, è accompagnata da una pianista, Misato Koike, e faccio in modo che, dall’inizio alla fine, sia un divertimento. È importante che i bambini la vivano con serenità perché se si fa troppa fatica a fare qualcosa è difficile appassionarsi. Durante la nostra lezione inserisco sempre una pausa e in questi momenti nascono tante amicizie”.

 

Ci sono coristi e solisti

Il piccoli cantori di Milano partecipano a concerti, spettacoli dal vivo, iniziative di beneficenza e trasmissioni televisive. “Prima di potersi esibire è necessario un periodo di formazione, di solito un anno”, precisa Laura Marcora. “Fra i piccoli cantori ci sono coristi e  solisti: all’inizio le voci non sono ancora formate e si impara a cantare con gli altri”. Il repertorio è ricchissimo: dalle canzoni per bambini, ai brani tradizionali italiani, a quelli di musica pop e classica. Dalle filastrocche fino a Elvis Presley e Mozart. .

 

Si impara l’ascolto e si allena la pazienza

Il coro diverte, aiuta a i bambini coltivare una dote e li educa all’impegno e alla responsabilità “Qui uniscono i loro limiti e creano un’unica grande voce, Imparano ad allenare la pazienza, l’ascolto reciproco, il senso del gruppo“,  aggiunge Laura Marcora, “i piccoli cantori di Milano hanno affrontato tanti eventi in cui non si sarebbero potuti cimentare da soli”.

 

Come in una squadra

Perché “il coro è come una squadra che si deve sincronizzare: il risultato si costruisce tutti assieme. I bambini imparano a rifare un brano più volte perché ha sbagliato il loro vicino, i grandi si prendono cura dei più piccoli, apprendono come si  riconosce il talento dell’altro e mettono il proprio a disposizione del gruppo. A volte, qualcuno che inizia vorrebbe sgomitare poi dopo poche lezioni capisce lo spirito del coro e si integrano benissimo nel gruppo”.

 

Il traguardo si raggiunge tutti assieme

L’esperienza del coro, sottolinea Laura, serve a prevenire anche episodi di bullismo e prepotenze. “I bambini capiscono subito che hanno bisogno degli altri per poter raggiungere un traguardo. Il rispetto della voce dell’altro porta anche a rispettare la persona. Il coro è una piccola democrazia: l’importante è che i bambini abbiano voglia di cantare. E tutti coloro che lo desiderano possono sostenerci con una donazione“.

 

 

 

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