Emoticon e comunicazione degli adolescenti. Uso e significato.

Le emoticon e le chat con gli adolescenti

Le emoticon e la comunicazione degli adolescenti. Le faccette, gli animaletti, le ballerine, i fiori, i pulcini fuori dall’uovo che a noi adulti piacciono tanto e a loro per niente. Piccole icone che raccontano felicità, disappunto, vita quotidiana e, soprattutto, portano con sé un alfabeto da conoscere.

 

Emoticon e comunicazione degli adolescenti

“Perché usi tutti questi cuori? Mi sembra un messaggio imbarazzante”. Mia figlia, quindicenne con le idee molto chiare soprattutto in fatto di smancerie da evitare, non si trattiene appena intercetta un mio messaggio di Whatsapp per un’amica zeppo di cuoricini rosa con le stelline. Perché se si messaggia con chi, diciamo, ha meno di venticinque anni l’abbondanza di emoticon  e l’uso non appropriato è sinonimo di vecchio, sorpassato, a volte decrepito.

 

Le emoji più amate

Nate in Giappone alla fine degli anni Novanta, le emoticon rappresentano il linguaggio che è cresciuto più velocemente nella storia. Oltre il migliaio quelle fra cui scegliere, ma pochissime quelle usate dai ragazzi. Così nelle chat con i più giovani si possono trovare la faccina che ride, ma solo e soltanto quella con le due lacrime e il cuore rosso.  A volte, ma rare, compare quella con gli occhioni spalancati, sopracciglia e labbra all’ingiù. Per il resto, con i nativi digitali, avanguardia del mondo dove si sperimentano codici, comportamenti e linguaggi del futuro, è meglio usarle con parsimonia. I più comprensivi si adeguano, forse, a noi ma pensano quasi di sicuro che facciamo parte di un altro mondo.

 

La didattica a distanza e i messaggi nelle chat

Con la didattica a distanza, per tutti Dad, le chat si sono moltiplicate, comprese quelle fra adulti e ragazzi, ma cambia poco. Non è il contesto, ma l’uso che si fa delle emoji.  Come conferma Maria Lenigno,  insegnante di italiano e latino al Liceo scientifico Pacinotti di Cagliari, “nelle conversazioni virtuali legate alla scuola, i ragazzi mandano messaggi brevi e usano pochissime emoticon“.

“Il fatto che gli adolescenti impieghino poche parole nei messaggi e solo qualche emojii non vuol dire che abbiamo un lessico scarso, o poca proprietà di linguaggio. Le poche emoticon utilizzate rispondono a un codice emotivo ben preciso tra coetanei nel quale si riconoscono e si capiscono al volo. Di fatto vengono utilizzate in abbinamento alle parole per trasmettere il tono di ciò scrivono. Nella sintesi ci sono molte risposte”.

 

Gli sticker preparati su misura

Via libera, invece, agli gli sticker, adesivi spesso animati, che si possono scaricare o personalizzare in mille modi diversi con le applicazioni. “Gli sticker compaiono spesso nelle nostre chat multimediali della scuola”, continua Maria Lenigno. “Ci sono Il gattino steso sul divano circondato di cuoricini colorati, l’orso bianco che balla di felicità, il bambino piccolo che si tiene la fronte con una espressione sconcertata, l’orsetto con la luce stroboscopica: comunicano immediatezza e recuperano l’espressività gestuale.  A volte, negli sticker ci sono parole che raccontano un momento preciso: ho visto sono stufa o anche frasi in latino”.

 

E quelle da evitare

Ci sono poi emoticon che sarebbe meglio scartare del tutto quando si messaggia con gli adolescenti. Come i bicchieri che brindano, la bottiglia con il tappo che salta, la torta di compleanno.  Anche la faccetta con l’occhiolino, il fantasmino con la lingua fuori, le sirenette, gli omini che corrono. Il rischio è di sentirci dire che siamo cringe (imbarazzanti) o che i ragazzi rispondano pieni di sarcasmo al sorriso cringe con un bacio altrettanto cringe. Oppure di interrompere la comunicazione. Come può capitare con la faccina della ragazza che si dà una manata sulla fronte. “Una volta l’ ho inserita in una chat con i mie alunni. Mi riferivo a un errore che avevano fatto spesso e ripetuto ancora una volta. Volevo ribadire il mio pensiero, ma non ho ricevuto nessuna risposta. Silenzio assoluto”, conclude ironica Maria Lenigno.

Ecco, prima di riempire di emoticon i nostri messaggi con i giovanissimi siamo avvertiti. Anche se poi tutto può cambiare con molta velocità. E nel frattempo, tra adulti, possiamo continuare a inondarci di cuori rosa.

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