Litigi tra gemelli

Facciamo pace

I litigi tra i gemelli.  Possono scoppiare all’improvviso, dopo pomeriggi trascorsi andando d’amore e d’accordo a guardare le serie preferite alla televisione, a giocare a Just dance o a Monopoli. Ecco che si accendono scintille di rabbia.

 

I litigi tra i gemelli

Urla. Spinte. “Vattene, non voglio più vederti qui”, “non ti permettere di entrare in camera nostra quando ci sono le mie amiche”, “la pleistescion è mia e tu non la tocchi più”. gemelli, fratello e sorella, in preda alle liti. Tuoni e lampi. “Sei brutta”, “e tu sei magrissimo e ti spezzi!”

I pretesti? I più vari. Di solito piccoli dispetti, contese sulla proprietà di un gioco, sulla disponibilità in esclusiva del telecomando, sulla merenda che una volta tanto piace a tutt’e due e l’altro ha divorato tutta, vorace e senza alcuno scrupolo.

 

Osservarli senza intervenire

Mi viene voglia di mettermi in mezzo nei litigi, ma ho deciso di non intervenire. Dovrei? Mi sforzo di non guardare con aria troppo intenerita o preoccupata l’uno o l’altra perché altrimenti scatta il vero allarme rosso: “Ecco, tu vuoi più bene a lei”. Oppure “dai sempre ragione a lui: è sicuro gli vuoi più bene”.

Non uso nemmeno la frase che la nonna A, mia mamma, maestra di citazioni, ha sempre detto a noi fratelli mentre eravamo furiosamente impegnati a dircene di tutti i colori “siete come Caino e Abele!”. Da piccola ignoravo chi fossero, ma per me questi due nomi erano sinonimo di lotte, dispetti, musi e lacrime.

 

In famiglia si impare a gestire i rapporti

Cerco di fare da paciere solo quando sento singhiozzi forti o qualcuno dei due, dando sberle o calci alla cieca, fa troppo male all’altro. In fondo, penso che questi piccoli litigi abbiano qualcosa di vitale, siano un modo per i gemelli,  fratello e sorella, per sfogarsi nel loro mondo bambino, per cominciare a farsi valere, a confrontarsi con i conflitti che ci sono e ci saranno anche nella vita da grandi, fuori.

La famiglia, e anche la nostra, è una micro società, una piccolissima tribù accogliente e anche arruffata con rapporti da gestire e spazi da conquistare.

 

Il perdono reciproco arriva fulmineo

Lei, la sorella, si offende, tiene il muso, mantiene la parte di chi ha subito un torto e ci mette un po’ a farselo passare. Lui, il fratello, esplode ma nemmeno per un attimo fa pesare lo scontro alla sorella. Anzi, dopo l’impeto  cerca il suo conforto. E il perdono reciproco arriva fulmineo e salvifico con la stessa velocità della fiamma d’ira. E così eccoli di nuovo insieme a parlottare e a far rotolare i beyblade per casa.

 

Il legame si rinforza

E poi, in certi casi, non c’è contrasto che tenga. Ieri, il fratello ha sentito che l’amica di scuola S ha detto a sua sorella “queste scarpe ti stanno malissimo” e ha subito deciso: “non farla più venire qui a casa nostra”. Lei, la sorella, dopo che un bambino della nuova scuola media è stato scortese con il suo gemello non è riuscita a trattenersi. “Eh, no, questo proprio no”, ha detto con convinta serietà. “Mamma iscrivimi a karate. Così, appena lo vedo, lo sistemo io quel bambino. Mio fratello non si tocca”.

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