Gemelle omoziogote. Ventotto anni e un legame unico.

Il bello di essere sorelle gemelle

Due gemelle omozigote. Identiche per i tratti del viso, gli occhi, i capelli, simili nella sensibilità, differenti nel carattere e negli interessi. C’è un filo sottile e forte che lega due sorelle nate assieme e un codice che le aiuta a capirsi anche quando non parlano, ma i loro sguardi si incrociano.

 

Gemelle omozigote

Rosaria, ha ventotto anni, capelli mori e occhi scuri una voce simpatica con l’accento lieve della regione dove è nata, la Basilicata.  È identica alla sorella gemella Vittoria e solo il taglio di capelli aiuta chi non le conosce bene a distinguerle un po’.  Studi in Scienze politiche, una laurea magistrale sui diritti umani e un sogno: occuparsi di giustizia penale internazionale. Per Vittoria, invece, una laurea in psicologia e il progetto di occuparsi di educazione e crescita. Tra le due un legame intimo e profondo.

 

Identiche e molto legate

“Siamo gemelle omozigote, quindi quasi uguali. Da piccole era molto difficile riconoscere chi era l’una e l’altra”, racconta Rosaria. “Siamo nate con un parto cesareo e Vittoria è rimasta qualche giorno in più in ospedale perché era sottopeso. Prima di noi, in famiglia, c’erano già una sorella e un fratello più grandi e con noi sono stati da subito molto protettivi.
Crescere in due e inseparabili è stato naturale”.

 

Sempre in classe assieme

Fin dalla scuola materna, Rosaria ha frequentato assieme alla sorella gemella. “Per i nostri genitori è stata una scelta inevitabile perché nel paese in cui vivevamo non c’era la possibilità di stare a scuola in classi separate. Essere inseparabili a scuola, a casa e nei momenti liberi è stata una fortuna, ma a volte un po’ soffocante perché la vicinanza non ci aiutava a sviluppare le nostre personalità. Comunque non siamo mai rimaste isolate dagli altri e abbiamo fatto molte amicizie individuali e in coppia. Vittoria andava meno bene a scuola e ho sofferto per lei.  All’Università, invece, abbiamo studiato in città diverse”.

 

I caratteri differenti e i litigi da bambine

“I nostri caratteri quasi opposti anche se col passare del tempo siamo cambiate“, continua Rosaria.  “Da piccole mia sorella era più posata, mentre io sembravo più vivace. Ora io sono più riflessiva, lei è più leggera e frizzante. I litigi? Tanti, sino alle mani. Da bambine soprattutto per i giochi, quando siamo cresciute più per l’ordine e la puntualità.

L’approccio alle relazioni, invece, è simile e anche la sensibilità. A me piace chiacchierare e ascoltare, quando sono sola riempio spesso i vuoti di silenzio con i podcast che raccontano storie personali o ricette. Cucinare è la mia terapia: funziona quando ho bisogno che il mio morale torni su.  Preparare la pizza, panini e focacce mi rilassa perché il tempo della lievitazione e della cottura sono preziosi”.

 

Capirsi senza parlare

“Il nostro legame è molto forte e vivo in modo intenso le emozioni di mia sorella. Se lei sta male, sto male anche io. Usciamo insieme e ci sentiamo a nostro agio, ma sappiamo stare anche da sole. Tra noi ci sono confidenza e capacità di comprenderci l’un l’altra molto forti. Credo che entrambe siamo capaci di cogliere cosa prova l’altra anche se non parla”.

 

A volte, il bisogno di stare lontane

Mi ritengo una gemella felice, alle volte confusa di esserlo, altre molto privilegiata a conoscere e vivere questo legame magico, difficile e segreto. Il nostro rapporto ha avuto fasi burrascose, infuocate, pacifiche, tiepide, a volte soffocanti. Ci vogliamo molto bene, ogni tanto ho bisogno di fuggire, quindi negli ultimi tre anni circa mi allontano e mi avvicino, perché quattro anni fa abbiamo preso consapevolezza che noi eravamo due persone distinte anche se gli altri ci appiattivano, ci riducevano l’una a l’altra.
L’atteggiamento delle persone a noi vicine e l’aver trascorso tutti gli anni del periodo scolastico assieme ha stretto sempre più il nostro legame facendosi sentire a volte un’unica persona”.

 

Il rapporto con altri fratelli gemelli

“Quando vedo altri fratelli o sorelle gemelle provo molta curiosità e se sono piccoli tanta tenerezza: mi emoziono e condivido la mia esperienza. Ho la sensazione di sapere tutto su cosa vuol dire nascere in due, ma non è così. Ogni coppia ha una sua storia unica. Da bambina mi sembrava di riuscire a riconoscere i gemelli identici, ma poi anch’io ho trovato qualche difficoltà. E comunque, non so se sia una coincidenza della vita, ma anche il mio ragazzo ha due fratelli gemelli”.

 

 

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