Gemelli eterozigoti maschio e femmina. La passione per la scoperta.

I gemelli, la curiosità e la passione per la scoperta

Gemelli eterozigoti maschio e femmina. Un legame profondo, due personalità e dieci anni da compiere fra pochi mesi.  Lei creativa e solare, lui introverso e sensibile. Con loro una mamma che racconta l’essenza di questo rapporto e la vita con due bambini declinata con entusiasmo e tanto movimento.

 

Gemelli eterozigoti maschio e femmina

Jenny ha lunghi capelli castani, occhi bellissimi, un sorriso che ti accoglie. Ha due gemelli eterozigoti maschio e femmina, Greta e Tommaso, e assieme a loro gira in paesi del mondo vicini e lontani.  Perché la nascita dei due piccoli, arrivati quando aveva ventotto anni, è stata anche il momento per decidere che non avrebbe fermato la sua passione per i viaggi e le sorprese di conoscere di posti nuovi. 

I gemelli sono stati l’ispirazione, lei  ha deciso di creare  Mini me explorer , un blog di viaggi ricco di idee, racconti e itinerari a portata di bambini e “nato proprio per per condividere informazioni e consigli con altri genitori e altre famiglie”.

 

La gravidanza gemellare, una vera sorpresa

Per Jenny la gravidanza gemellare è stata una sorpresa. “Ero convinta che i gemelli arrivassero solo se ci sono altri casi in famiglia o se si fanno cure per la fertilità. Invece dopo aver deciso che volevamo un figlio, sono rimasta incinta subito. E i bimbi erano due.

Abbiamo provato una enorme e inaspettata meraviglia. Nelle nostre famiglie non c’erano altri casi,  però da piccola  sognavo diventare mamma di una coppia, bimbo e bimba. Quando ho saputo che erano gemelli eterozigoti maschio e femmina ero felicissima: mi sentivo come se lo aspettassi da tempo”.

 

Al lavoro fino al quinto mese di attesa

“Mio marito invece era scioccato: ci ha messo un po’ a riprendersi”, racconta Jenny.  “Aveva ventotto anni, terminato gli studi da poco e appena trovato un lavoro. In quel periodo ero occupata a tempo pieno come insegnante alla scuola dell’infanzia. In Svizzera dove viviamo, le docenti seguono una classe di ventiquattro bambini sole e senza aiuti, dal mattino al pomeriggio senza pausa, perché a pranzo si va in mensa tutti insieme”.

È stato faticoso trascorrere la gravidanza in piedi tutto il giorno. Ricordo che appena arrivavo a casa mi addormentavo subito sul divano per la stanchezza. Ho lavorato fino al quinto mese, poi qualche settimana a metà tempo, quindi sono rimasta a casa a prepararmi per la nascita dei piccoli”.

 

I gemelli sono nati con un parto naturale

“La gravidanza in attesa dei gemelli è stata molto serena tanto che il ginecologo mi ha consigliato di provare il parto naturale”, prosegue Jenny. “I piccoli sono nati all’ottavo mese, trentacinque settimane più cinque, pesavano due chili e duecento grammi l’uno. Il parto – avevo chiesto l’anestesia epidurale – è stato difficile perché Greta si era incastrata con la testa e non riuscivano più a tirarla fuori. È nata dopo ore di ventosa, ma aveva lesioni su tutta la testa per cui siamo rimasti in ospedale per dieci giorni tra incubatrice, radiografie, ecografie cerebrali. Poi, tutti sani, siamo tornati a casa”.

 

Poche ore di sonno e tanta collaborazione in famiglia

All’inizio dosare tempi e forze della nuova vita é stato un vero disastro. “Per i primi tre anni i bambini non hanno mai dormito più di tre ore di seguito per cui eravamo molto affaticati. All’inizio, dormivo in una camera separata per non svegliare mio marito che doveva alzarsi presto per andare al lavoro. Ho allattato i gemelli al seno senza aggiunte di latte artificiale  per i primi cinque mesi e, se penso a quel periodo, mi chiedo ancora: ma come ho fatto? 

Mia madre mi ha dato un grande aiuto: arrivava da noi alle otto del mattino e ripartiva alla sera verso le diciotto. Per il resto ho fatto tutto da sola, con la collaborazione di mio marito quando era a casa”.

 

Gemelli molto uniti, ma feste di compleanno separate

I bambini vanno molto d’accordo. “Litigano di rado e giocano sempre assieme. Non sono mai stati gelosi uno dell’altra: dicono di sentirsi come Ying e Yang sempre uniti nel profondo anche se diversi nel carattere. Greta fa lezioni di pianoforte, canto e tennis, Tommaso di calcio e batteria. Alle feste di compleanno non vengono invitati assieme, e  anche i loro festeggiamenti, da qualche anno, li fanno in giorni separati”.

 

A scuola sempre in classe assieme

A scuola i gemelli sono sempre stati nella stessa classe.  “Le insegnanti dicono che ognuno ha i suoi amici e non sono troppo attaccati tra loro, forse perché di sesso diverso. A volte vengono a giocare a casa le amiche e gli amici di Greta, a volte quelli di Tommi. L’unica piccola difficoltà é al momento del pranzo. In Svizzera i bambini tornano a casa per mangiare e nel pomeriggio vanno di nuovo a scuola. In questo momento di pausa sia l’uno che l’altra vogliono raccontare tutto, e ogni volta é una gara  per chi riesce a parlare prima”.

 

I gemelli viaggiano da quando avevano tre mesi

I gemelli sono sempre in movimento. Continua Jenny: “viaggiano con noi da quando avevano tre mesi e hanno preso il primo aereo, per l’Egitto, a sei mesi. Poi non ci siamo più fermati: Mauritius a due anni, Sri Lanka a tre anni, Canarie a quattro anni, Thailandia a cinque anni, Oman a sei anni”.

Tutt’e due sono molto curiosi, ogni viaggio per loro é una scoperta. Si adattano con facilità alle situazioni, tollerano bene il jet lag, amano provare cibi nuovi. Durante gli spostamenti riescono a inventarsi giochi e passatempi. Sono una mamma anti tablet perciò, sin da piccoli, si sono ingegnati per non annoiarsi”.

 

Un lavoro creato per stare più tempo con i piccoli

Jenny ha unito l’entusiasmo per la scoperta al desiderio di un lavoro non più a tempo pieno che le permettesse di dedicarsi ai bambini. “Per questo tre anni fa ha creato il blog Mini Me Explorer. “Un progetto molto stimolante da cui nascono tante opportunità: partecipo a conferenze e incontri nelle scuole,  trasmissioni televisive e radiofoniche sui social media e sui viaggi in famiglia”.

I bambini mi danno spesso spunti per gli articoli e le fotografie e partecipano molto alle attività, Tommaso, come mio marito, non ama mettersi in mostra. Greta, invece, è molto coinvolta e sostiene ogni mia iniziativa”.

 

Viaggiare con i gemelli: ci vuole tanta organizzazione

Il segreto per viaggiare da subito con due bimbi gemelli? ” Basta essere un po’ organizzati e non troppo esigenti. Bisogna sapersi adattare alle situazioni e riuscire a prendere tutto con leggerezza e divertimento”, conclude Jenny. “Quando I bambini sono molto piccoli e non comunicano bene, consiglio ai genitori di scegliere mete non troppo lontane. Se i piccoli si ammalano in viaggio é importante che riescano almeno a dire qualche a parola. Così è più semplice trovare il rimedio”.

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2 Comments
  • Anna Maria

    24 Gennaio 2020at10:02 Rispondi

    Ho letto il pezzo come sempre molto interessante e anche bello.

    • Roberta Chessa

      12 Febbraio 2020at11:23 Rispondi

      Cara Annamaria, grazie di cuore per avermi letto. Un abbraccio.

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