Gemelli monozigoti monocoriali. Storia di due bimbi identici - Vedodoppio
Gemelli monozigoti monocoriali

Due gemelli e l’amore per i libri

Gemelli monozigoti monocoriali. Due bimbi identici, cresciuti in gravidanza nella stessa placenta, una famiglia allegra e affiatata che diventa grande, una mamma che racconta gioie, tante, e fatiche, altrettante, con la sua piccola squadra. Tra giochi, pasticci e tante letture.

 

Gemelli monozigoti monocoriali

Nuccia ha quarantadue anni, occhi espressivi e capelli castani, un sorriso accogliente che ispira subito serenità. Vive in Sicilia in una città abbracciata dal mare e ha tre figli maschi: Flavio di sette anni anni e due gemelli monozigoti monocoriali di tre anni: Giulio e Valerio. Nelle sue parole per questa intervista doppia ci sono entusiasmo e tanta vitalità. Anche quando ricorda del giorno in cui ha scoperto che, invece del secondo figlio, sarebbero arrivati due bimbi. E della tempesta di emozioni vissuta in quei giorni.

 

Due figli assieme, un arrivo inaspettato

Perché l’arrivo dei gemelli è stata una vera sorpresa. “Non avevamo casi in famiglia e l’idea di una gravidanza gemellare non mi era mai venuta in mente. Quando il ginecologo mi ha detto che i bambini erano due pensavo scherzasse. Una volta capito che era serio mi sono sentita travolta dalle emozioni. Soprattutto paura e incredulità. Ricordo che la prima cosa che ho pensato è stata ora come farò?”.

Nuccia era già mamma di un bimbo di quasi quattro anni e immaginava come sarebbero cambiate le sue giornate. “I primi giorni ero un po’ intontita, ho dovuto aspettare un po’ per fare spazio alla gioia e alla felicità. Mio marito ha reagito con serenità e mi ha trasmesso subito la positività di cui avevo bisogno”.

 

La gravidanza: i gemelli erano nella stessa placenta

Come nei mesi dell’attesa. “Ero serena anche se non è stata facilissima. Continua Nuccia. “Ho avuto una gravidanza monocoriale biamniotica:  i bimbi erano in un’ unica placenta e in due sacchi amniotici diversi. Il ginecologo mi ha  spiegato in modo chiaro che era una gravidanza con maggiore rischio di complicazioni, prima tra tutte la TTS, trasfusione feto fetale. Perciò ho fatto controlli molto ravvicinati: ogni volta tiravo un sospiro di sollievo.  Arrivata al quinto mese, il medico mi ha prescritto il riposo assoluto. Mi ripeteva che i bimbi dovevano stare nella mia pancia almeno sino alla trentaduesima settimana di gestazione”.

 

La nascita dopo trentatre settimane

“I gemelli lo hanno preso in parola e sono nati alla trentatreesima settimana con un parto cesareo.  Stavano bene, ma dato che erano prematuri sono rimasti in ospedale per tre settimane in ospedale. Alla nascita pesavano due chili ciascuno, ma quando  li abbiamo portati  a casa pesavano duecento grammi in meno.

Non li ho potuti vedere subito, ma quando ho incrociato i loro visini mi sono emozionata tantissimo: stavano nella stessa culletta termica, si toccavano e a volte si tenevano la mano. Quelle tre settimane sono state molto intense: l’ospedale non era nella nostra città e viaggiavamo ogni giorno per andare da loro”

 

In famiglia tanta collaborazione

Tornati a casa c’è stata grande collaborazione tra Nuccia e suo marito “Ci siamo sempre sentiti una squadra e sostenuti a vicenda.
Abbiamo un’attività in proprio e lui è tornato subito al lavoro. I primi tempi, durante il giorno, ho potuto contare sull’aiuto di mia madre. Ho allattato i gemelli e, dato che erano molto piccoli, si stancavano subito di ciucciare e avevano bisogno di tempo per mangiare. Mio marito era sempre presente la sera e la notte e ci dividevamo compiti e pasti dei bimbi ogni tre ore”.

Col tempo, durante il giorno sono riuscita a cavarmela da sola e a volte non so nemmeno  come. Ho tirato un po’ il fiato quando Giulio e Valerio, a diciotto mesi, hanno iniziato l’asilo nido.

 

Il fratellino più grande: felice dei due bimbi

Flavio, il maggiore dei tre, è stato subito felice quando ha saputo che avrebbe avuto due fratellini insieme. “Un giorno ha detto  mamma siamo stati proprio fortunati . È un bambino solare e allegro e con i gemelli è sempre stato affettuoso, lo abbiamo sempre coinvolto, gli raccontavo delle visite mediche, ha scelto con noi vestiti e oggetti per i piccoli e anche la cameretta che si è dovuta ripensare per tre”.

Dopo la nascita dei gemelli mi facevo aiutare da lui e lo lasciavo fare, senza insistere. E gli ho dedicato tutti i momenti liberi.  Ogni loro riposino dei bimbi era un’occasione per fare qualcosa insieme: un lavoretto, i biscotti, guardare un film. Per me, la frase riposa quando riposano i bimbi non è mai esistita. Cerco di parlargli tanto e ascoltarlo, e soprattutto gli do ragione quando dice che con i fratellini a volte è tutto più difficile, Li adora, ma che la sua vita adesso sia più complicata è la verità”.

 

I gemelli e il gioco delle alleanze

Il rapporto tra i gemelli? “Sono molto legati, ma non ci sono dipendenze. Sono uguali nei tratti fisici, ma hanno caratteri diversi, a volte mi sembrano quasi complementari  Giocano molto anche se a volte litigano. All’asilo sono insieme e  le educatrici mi dicono che hanno un legame molto profondo, ma sanno stare anche con gli altri bambini. Si cercano, si aiutano si inventano tante cose insieme. Sentirli dire “questo è mio fratello!” è emozionante. Ancora di più vedere che anche il fratello maggiore è integrato in questo legame. Flavio per loro è un mito. Lo seguono e imitano e giocano molto tutti e tre.

Per ora non sembrano esserci gelosie. “Ma di sicuro notano tutto e bisogna dosare bene gesti e attenzioni. Capita che si alleino due contro uno, ma le unioni non sono fisse: dipende dai momenti e dalle occasioni.

 

La ricerca di un tempo esclusivo per ognuno

Ci sono tanti momenti duri, in cui non so che fare ma li affronto. Spesso mi sento in colpa e vorrei triplicarmi per dare ad ognuno tempo esclusivo e speciale. Ma non sempre si può. A volte mi dispiace per Flavio a cui spesso devo dire di aspettare o di non poter fare una determinata cosa non adatta ai fratelli, e per loro che mi hanno sempre dovuta dividere. Mi riprometto, quando riesco, di passare un po’ di tempo da sola con uno di loro. E quando succede è bellissimo, sia per loro che per me”.

 

La passione per la lettura trasmessa a tutti e tre

Nuccia ha una passione: la letteratura per l’infanzia. E la ha trasmessa anche ai suoi bimbi. “Flavio è stato sempre un lettore appassionato. Quando aspettavo i gemelli mi chiedevo se sarei riuscita a leggere con loro come col fratello:  temevo di non trovare il tempo. Invece la lettura è diventata un modo per stare insieme tutti e tre. Ogni giorno ci ritagliamo sempre dei momenti per farlo: è un momento di condivisione, coccole e vicinanza. I gemelli riconoscono i libri, provano a leggerli e sfogliano da soli o uno all’altro, si inventano storie guardando le immagini e si ricordano tutto, guai a cambiare una frase. La passione per la lettura è  una fra quelle che li accomuna di più.

 

Il segreto: darsi piccoli obiettivi

Un pensiero per le mamme che dopo un figlio hanno due gemelli ? “Certo è impegnativo,  ci sono momenti di grande sconforto e un vortice di emozioni. Ma si può  fare, cercando di porsi piccoli obiettivi. Meglio non guardare troppo avanti e e concentrarsi sul presente e sui bisogni a breve termine. E, soprattutto, non pretendere troppo da noi stesse, e se ci si riesce trovare un po’ di leggerezza e provare a sorridere anche davanti ai disastri. Se ci sono aiuti, ben vengano. Fare da sole non significa essere migliori o più forti. Se invece non si possono avere aiuti, ci si stupirà di quanta forza abbiamo”.

Rimani assieme a noi. Iscriviti alla newsletter!

La newsletter racconta storie di vita e il meglio delle mie esperienze di tutti i giorni. Ci sono consigli e novità. Sempre, spunti e idee da condividere. Di solito, la invio una volta al mese.

1 Comment
  • Anna Maria Ferretti

    29 Febbraio 2020at18:40 Rispondi

    Sempre molto interessante sapere come si affrontano diverse situazioni .

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.