Le paure dei genitori di figli adolescenti

I figli adolescenti e la paura di vederli inciampare

Le paure dei genitori di figli adolescenti. Le mie paure di mamma, la ragione e il sentimento che spesso non vanno d’accordo.

Se da adulti è normale misurare la distanza fra realtà e aspettative, da mamma, nel mio caso di gemelli, lo è ancora di più. Perché con i figli  le antenne diventano più sensibili e si sentono tutt’intorno punte e spilloni che potrebbero ferirli.  

 

Le paure dei genitori di figli adolescenti

Quando i gemelli  erano piccoli ricordo la fatica e le difficoltà, ma anche una sensazione di felicità piena e scoppiettante: avevo paura che si rovinasse. Per questo sognavo di mettere i bambini dentro una bolla, di fare in modo che non gli capitasse nulla. Né lo  spigolo di un cassetto dove sbattere la testa, né i sassolini di ghiaia su cui scivolare e sbucciarsi le ginocchia, né un’altalena sgangherata da cui cadere.

Ora che sono quasi adolescenti le paure si sono trasformate, gli spigoli di casa e la ghiaia sono diventati l’indifferenza delle amiche e degli amici, l’esclusione dal gruppo, certe battute perfide dei coetanei. E ho paura che soffrano, timore di non trovare parole e spiegazioni, di non riuscire a consolarli, di non sapere abbastanza.

 

Un universo complesso e inaspettato

Loro ogni giorno sono alla scoperta di un universo complesso e inaspettato, hanno l’orizzonte fisso dell’autonomia, cercano il  distacco dai grandi  per entrare nel mondo degli adulti. Io sono dentro quell’orizzonte e riconosco che sono cresciuta (tanto) anche attraverso la paura. Di una malattia, della perdita di una persona cara, della fine di un amore, del tradimento di un’amicizia.

 

Lei che sembra forte e saggia, lui che vuol fare il duro

Mia figlia, la sorella gemella, si mostra forte e saggia rispetto alla sua età.  Reagisce alle delusioni con un equilibrio che mi sorprende. “Chiara ha deciso di passare l’intervallo con altre nostre compagne di classe e non più con me”,  mi dice. “Ci sei rimasta male?” Di fronte alla mia faccia perplessa si consola e mi rassicura.  “Beh, non vuol dire che non siamo più amiche”.

E poi c’è lui, mio figlio, il fratello gemello che oscilla tra picchi entusiasmo e malinconie silenziose, che vuole fare il duro, ma duro non è.  Sguardo acuto, occhi limpidi che parlano. “Sara non mi ha invitato alla sua festa, ho sentito gli altri della classe che a scuola ne parlavano di fronte a me”. “Ti dispiace?” No, non mi dispiace perché mi sta antipatica”, la sua risposta non so quanto sincera.

 

Il desiderio di spianare tutte le strade sconnesse

Io  soffro un po’,  vorrei andare da Chiara e chiederle perché non coinvolge mia figlia nel gruppo, chiacchierare con Sara e dirle che le feste di compleanno con tutti i compagni di classe sono bellissime e, comunque, spianare tutte le strade sconnesse dove possono inciampare e farsi male.

Eppure lo so: lungo la strada ci saranno batticuore non corrisposti   , traguardi da sudare e forse irraggiungibili,  insuccessi, frustrazioni. So che le loro giornate saranno fatte di luci e ombre. Di vittorie, ma pure di sconfitte.  Niente potrà evitare la sofferenza, la malinconia, lo sconforto. Non ci sono antidoti e vaccini.

 

Rispondere, parlare, spiegare

Leggo pagine di psicologia. Cosa dicono per le paure dei genitori di figli adolescenti?  Intanto, che è meglio non manifestarle in modo aperto perché l’ansia viene trasmessa anche ai figli.  Poi, che bisogna provare a rispondere alle loro domande, parlare e spiegare. E, ancora, che è meglio non mostrarsi tesi perché loro ti vedono preoccupata e si sentono in colpa.

 

Stargli vicino e trattenere il respiro

E allora non mi resta che stare a guardare,  trattenere il respiro di fronte a certe emozioni e sperare che vada bene.  È un’illusione pensare che gli adulti sono sempre forti e coriacei. È certo invece che per i ragazzi è il tempo di vivere correndo in avanti.

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Blogger, giornalista, mamma di due gemelli preadolescenti. Vedodoppio parla di loro, un po’ di me, dello sguardo sulla vita vista con quattro occhi. Uno spazio dove nascono storie che vogliono diventare esperienze da condividere.

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