Gestire il rapporto padri e figli. Il corso di Angelo Cattaneo.

Papà in azione, il percorso che aiuta dialogo e intesa

Gestire il rapporto padri e figli. Conoscersi, ascoltare le emozioni, migliorare o ritrovare il dialogo.  Arricchire quell’universo grandissimo che è la paternità. Fatta di ruoli e sentimenti, imperfezioni e incomprensioni, amore, complicità e conflitti, crescita e distacchi.

 

Gestire il rapporto padri e figli

Confrontarsi con altri padri, rivedersi da fuori, prendersi cura di sé.  Accade con Papà in azione un percorso per accompagnare i padri che desiderano conoscersi meglio tra pregi e paure, attenzioni e dubbi, errori e dedizione. L’ ideatore è Angelo Cattaneo, professional counselor e formatore, fondatore di joytrainer che, fra gli obiettivi della sua professione, ha quello di aiutare ad allenare la felicità. “Il progetto si rivolge a tutti i papà che sentono il bisogno di migliorare la relazione con sé stessi, la comunicazione con i propri figli, col partner e nelle relazioni della vita di tutti i giorni”.

 

Papà in azione, uno spazio di confronto

Entusiasmante, impegnativo, mai facile essere padre. Rabbia, contrasti, emozioni, dialogo che va, dialogo che si interrompe. La relazione padri e figli contiene tutto questo e tanto altro. “Papà in azione aiuta ad appropriarsi di strumenti e tecniche per gestire la comunicazione in diverse situazioni, da quelle felici a quelle  più complicate”, prosegue Angelo Cattaneo. È un processo che svolge prima di tutto dentro ciascuno di noi. Porta a valorizzare sé stessi e l’altro in un ambiente in cui non c’è giudizio, ma apertura verso l’altro, lealtà,  rispetto, gioco e ironia. Un luogo dove essere ascoltati e ascoltare, perché tendere l’orecchio a ciò che dice l’altro significa essere capaci di creare uno spazio di silenzio dentro di sé”.

 

 

Gli incontri due volte al mese

Il corso che aiuta a gestire la relazione padri e figli prevede  due incontri al mese, ora in modalità online, e si svolgono alla sera dalle ventuno alle ventitrè. È uno spazio dove si parla, ci si confronta e si trova ispirazione nelle esperienze dell’altro. È un contesto dove ci si sente liberi di esprimersi, riportando ciò che succede. Raccontare la realtà come la si osserva favorisce lo scambio e rende autentici.  In queste situazioni si riesce a tirare fuori il meglio senza sentire il peso di critiche o aspettative”.

“Nella prima parte introduco l’incontro, poi è previsto un momento di silenzio che aiuta l’introspezione. C’è  poi la fase di presentazione in cui i partecipanti raccontano le proprie esperienze, ma può anche avvenire quando si va avanti”, continua Angelo Cattaneo. Quindi si passa alla condivisione di un’esperienza, un fatto o un’emozione che fa stare bene oppure un dolore o una paura”.

 

Dopo le parole gli esercizi pratici

Ogni incontro di Papà in azione prevede una parte pratica. “Si tratta di esercizi di autoindagine in cui ci si mette in ascolto del proprio corpo e delle sensazioni che si provano in quel momento. Invito i partecipanti a raccontare le proprie difficoltà o i successi. Tutti gli esercizi che si fanno hanno lo scopo di aiutare a risvegliare il maestro interiore che c’è in ognuno di noi”.

Gli esercizi hanno l’obiettivo di smontare alcuni automatismi nei comportamenti e disinnescare il pilota automatico che si mette in moto con certe reazioni. Un esempio? Spesso capita di attribuire all’altro la causa delle nostre risposte eccessive o piene di rabbia. Con il racconto e la pratica si riesce pian piano a comunicare in modo neutro e pacato”.

 

Il gruppo aperto a tutti

“Il gruppo Papà in azione è aperto a tutti, ora anche a chi non è padre. Per partecipare di solito occorre ricevere un invito. Il primo incontro  è di conoscenza: ci si avvicina il clima del gruppo e si entra in contatto con gli altri.  Quindi, si aprono due possibilità: o un incontro individuale con me oppure la partecipazione a una giornata di formazione collettiva. A questo punto i partecipanti possono decidere se proseguire il percorso. Non c’è una durata predeterminata e si può continuare a seguire gli incontri fin quando lo si desidera“.

 

Energia e leggerezza nelle relazioni

La relazione padri e figli è uno spazio immenso. E se essere figli è una condizione che ci si ritrova addosso, essere padre no. “Per questa ragione è importante esplorare la paternità,  essere attenti, ricettivi, interessati. Ciò vale in tutti i momenti: da quando i figli sono piccoli, passando per l’adolescenza, sino a quando sono adulti. Nel gruppo c’è anche un nonno che in un certo senso ha vissuto due volte la paternità”.

“Il percorso porta a riflettere e superare le paure nelle relazioni con l’altro”, conclude Angelo Cattaneo. È un’occasione per far crescere il papà che c’ è in ognuno, per crescere assieme ai propri figli, per costruire e scambiare energie positive e leggerezza”.

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