Preadolescenza e libri per genitori

Preadolescenza, l’età dei ragazzi mutanti

La preadolescenza e i libri per i genitori. Mentre viviamo con i ragazzi quello scompiglio di emozioni,  quel groviglio di inquietudini,  quel viaggio psichedelico che affrontano per diventare grandi ci sono letture per capire, riscoprirsi, trovare una via per il dialogo e l’ascolto. Per attraversare il ponte che porta i figli dal profumo di buono dell’infanzia a un corpo e un carattere trasformati.

 

Preadolescenza e libri per i genitori

Un po’ di tempo fa ho raccontato nelle pagine di questo blog i primi accenni della preadolescenza dei miei figli gemelli e declinato i loro mutamenti in un alfabeto. Oggi ho tra le mani il libro I mutanti. Come cambia un figlio preadolescente, Solferino, scritto della psicoterapeuta Sofia Bignamini. Pagine preziose che aiutano i genitori ad affrontare i nodi emotivi e pedagogici, a comprendere i ragazzi, a trovare suggerimenti e spiegazioni per certi comportamenti, a riflettere sui propri errori. E li fanno sentire meno soli.

 

Chi sono i mutanti della preadolescenza

“I mutanti sono creature complesse e, a volte, sembrano sfuggenti e indomabili”, scrive l’autrice. Sono le ragazze e i ragazzi delle scuole medie che cambiano aspetto, umore, espressioni e vivono emozioni di tutt’altra forza e qualità rispetto a prima. Hanno un corpo cresciuto e una mente ancora bambina. “Potremmo rappresentare il preadolescente come una ragazzo impegnato a digerire le metamorfosi in atto. Dal suo punto di vista, ha già atteso molto: quando la vita avviene non si deve perdere altro tempo, c’è un mondo di esperienze che deve essere attraversato”.

 

Il distacco dai genitori

Ogni capitolo del libro,  frutto di anni di esperienza e del racconto di storie vere, è illuminante. Qui mi soffermo su alcuni passaggi  (ma sono tutti da leggere). Come la separazione dei figli preadolescenti dal mondo degli adulti.  “Il bisogno di confini investe innanzitutto l’intimità fisica”, spiega Sofia Bignamini. “I preadolescenti iniziano a chiudere la porta della loro camera o del bagno. Segnano una linea di demarcazione fra sé e i genitori che parte proprio dallo spazio di casa. E qui esprimono un bisogno: che il loro corpo in trasformazione non sia più esposto alla vista di mamma e papà”.

 

La porta chiusa e la traccia dei primi confini

Il  bisogno di confini dei preadolescenti non si limita alla riservatezza verso il corpo. “Si estende anche allo spazio simbolico della mente, all’identità e all’esigenza che non siano più i genitori, i loro sguardi, i loro valori, le loro aspettative a guidare interessi, passioni e scelte dei mutanti”, dice ancora l’autrice del libro sulla preadolescenza.

“Verso la fine delle scuole medie molti ragazzi abbandonano lo sport o gli hobby che da bambini li rendeva entusiasti e, soprattutto, vivevano con la partecipazione della mamma e del papà”.

 

Una ridistribuzione delle energie

Il distacco dai genitori porta a una ridistribuzione delle energie, dei desideri, delle priorità e genera squilibri, disorientamento e incertezze. Anche la mente sembra chiudere le porte e diventare inaccessibile alla guida dei genitori .

“La mamma e il papà possono sentirsi malinconici e ansiosi perché hanno perso quel senso di vicinanza  e condivisione. Poi c’è anche la paura. Non riuscire a esercitare un controllo sui figli preadolescenti genera il timore di non poterli proteggere:  dai pericoli del mondo esterno e da quelli fra le mura di casa, quando si avventurano nel web con computer e smartphone”.

 

Interesse e curiosità per il mondo dei ragazzi

Cosa possono fare i genitori per comprendere e attraversare la terra di mezzo abitata dai mutanti?  “Un primo passo è sospendere  il giudizio”, suggerisce il libro sulla preadolescenza, “non immaginare  che il nostro mutante sia la rappresentazione della giovane donna o del giovane uomo che diventerà. È vero, la tentazione di fare previsioni è forte, ma  “possiamo ricordare la nostra preadolescenza e  tentare di immergerci nelle sensazioni ed emozioni che ci accompagnavano in quegli anni.

“Un secondo passo è provare a mettere da parte il bisogno di controllo e di correzione e lasciare spazio a un interesse autentico e curioso per il mondo dei ragazzi:  dalle passioni  agli idoli, dalla musica agli youtuber. Perché  i giovanissimi hanno una gran voglia di mostrare il loro universo se trovano davanti a sé adulti interessati a conoscerli e non a lanciare giudizi”.

 

Costruire la fiducia nel futuro

Il libro sui  preadolescenti ci ricorda infine che occorre la capacità di recuperare fiducia nel mondo dei ragazzi.  Va riconosciuta loro la possibilità di costruire un futuro. Certo, non possiamo prevedere forme e colori, ma avranno un grande valore.

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